dizionario giuridico

Dizionario giuridico

Glossario giuridico

  • PARTE: chi vanta il diritto ad una decisione giurisdizionale in rapporto ad una pretesa fatta valere nel processo. Non tutti i soggetti sono dunque parti.

  • GIUDICI STRAORDINARI: istituiti successivamente al fatto da giudicare.

  • GIUDICI SPECIALI: figure estranee alla legge di ordinamento giudiziario.

  • GIUDICI ORDINARI: traggono la loro legittimazione dall’ordinamento giudiziario. Contrapponibili agli speciali.

  • GIUDICE DI PACE: onorario e monocratico. Si contrappone al giudice professionale e al giudice collegiale.

  • COMPETENZA: insieme delle regole giuridiche che consentono di attuare una distribuzione in senso orizzontale e verticale delle regiudicande penali in modo che predeterminato il giudice, legittimato a conoscere di ogni procedimento.

  • CONNESSIONE OCCASIONALE: reati connessi in occasione di altri.

  • CONNESSIONE STRUMENTALE: reati connessi per conseguirne o assicurarne al colpevole o ad altri il profitto il prodotto il prezzo l’impunità.

  • REATO IN COOPERAZIONE: commesso da più persone ma colposo.

  • REATO IN CONCORSO: commesso da più persone.

  • CONCORSO FORMALE: più reati commessi da una persona con una sola azione/omissione ovvero più violazioni della medesima disposizione di legge.

  • REATO CONTINUATO: una persona commette più reati (o più volte lo stesso reato) con più azioni/omissioni secondo un unico disegno criminoso.

  • COMPETENZA FUNZIONALE: frazionamento dell’attività giurisdizionale non in base a coordinate esterne, ma in ragione della funzione che i giudici svolgono nello stesso procedimento.

  • ASTENSIONE: giudice obbligato a non esercitare funzioni giurisdizionali in quel determinato processo.

  • RICUSAZIONE: quando le parti hanno diritto di chiedere l’estromissione del giudice da quel processo.

  • AVOCAZIONE: la Procura generale presso la Corte d’Appello subentra nella titolarità delle indagini preliminari al procuratore della Repubblica del suo distretto.

  • INUTILIZZABILITA’ DI UN ATTO: incapacità di un determinato atto di dispiegare i suoi effetti propri per vizi relativi alla sua formazione

  • INUTILIZZABILITA’ DELLE DICHIARAZIONI:

SOGGETTIVAMENTE RELATIVA: divieto d’uso, contro l’autoindiziato, di dichiarazione resa prima dell’avvertimento relativo durante l’interrogatorio.

INUTILIZZABILITA’ASSOLUTA: verso coloro che dalle dichiarazioni indizianti sono comunque coinvolti.

  • PERSONA OFFESA DAL REATO: soggetto titolare del bene giuridico protetto dalla norma penale.

  • FATTO GIURIDICO: accadimento consistente in un fenomeno naturale o in un comportamento umano.

  • ATTO GIURIDICO: species del fatto giuridico distinto per volontarietà, dichiarazione o operazione. Atto è l’attività/omissione di attività, ma spesso legislatore usa “atto” per indicare il risultato dell’attività.

  • DOCUMENTO: atto formato fuori dal procedimento.

  • ATTO PROCESSUALE PENALE: piano soggettivo: sono tali quelli posti in essere dai soggetti del procedimento( soggetti privati e pubblici); piano oggettivo: atti del procedimento( da indagini preliminari all’esercizio dell’azione penale da parte del pm)-atti del processo( da udienza preliminare fino alla sentenza definitiva).

  • GIURISDIZIONALITA’ PIENA DEGLI ATTI: completa attuazione del contraddittorio sugli atti.

  • SENTENZE: sono idonee a chiudere uno stato o un grado del procedimento. Contengono una decisione. Poiché sono la massima espressione dell’attività giurisdizionale sono pronunciate in nome del popolo italiano. Possono essere:

    • sentenze di condanna

    • sentenze di proscioglimento:

  • sentenze di assoluzione

  • sentenze di non luogo a procedere

  • sentenze di non doversi procedere

    • sentenze dichiarative:

  • sentenze di annullamento

  • sentenze su giurisdizione e competenza

    • sentenze costitutive.

  • SENTENZE DI MERITO: risolvono questioni sul dovere di punire(es.sentenze di assoluzione)

  • SENTENZE PROCESSUALI: sciolgono nodi processuali(es. sentenze di annullamento).

  • ORDINANZE: governano l’andamento del processo anche se alcune lo concludono. Sono revocabili e inoppugnabili( salvo eccezioni). Contengono la motivazione.

  • DECRETI: comando dell’autorità procedente. Natura amministrativa. Emessi anche dal pm. Revocabili. Non contengono motivazione.

  • ATTO INNOMINATO: provvedimento adottato senza formalità ed esternabile anche oralmente.

  • DELIBERAZIONE DEL PROVVEDIMENTO IN CAMERA DI CONSIGLIO: immediatezza, immutabilità dei giudici continuità dell’operazione. È escluso l’ausiliario del giudice. Segreto sulla deliberazione. Sommario verbale con indicazione del dissenziente, la questione relativa e i motivi, redatto dal più giovane e sottoscritto da tutti. Il dissenziente è liberato nel caso in cui il collegio sia chiamato a rispondere in sede civile.

  • CAUSE DI SANATORIA: elementi che integrano la fattispecie equivalente a quella viziata. Consolidano gli effetti dell’atto dal momento del suo compimento.

  • RIUNIONE DEI PROCESSI: istituto che opera dall’inizio del processo. Prevede la trattazione congiunta di processi in precedenza pendenti davanti a giudici diversi, sezioni dello stesso ufficio giudiziario, preventivamente individuato in base ai normali criteri di competenza. Provvedimento emesso con ordinanza. Tre sono i presupposti:
      1. pendenza davanti al medesimo ufficio giudiziario

      2. sviluppo omogeneo dei processi(stesso stato e grado)

      3. si presume che non ci sia ritardo nella definizione delle singole vicende.

    Inoltre è previsto solo in casi tassativamente previsti dalla legge:

    • processi connessi

    • processi relativi a reati commessi in occasione di altri, o per assicurarne al colpevole o ad altri profitto prodotto prezzo impunità, commessi da più persona in danno reciproco.SEPARAZIONE DEI PROCESSI: si ha quando il processo era cumulativo sin dalla nascita o lo sia diventato in seguito a riunione. In genere sono ipotesi in cui per taluni imputati/imputazioni si versa in una situazione di attesa, mentre per altri imputati/imputazioni è possibile l’immediata trattazione. Inoltre in caso di reati gravi(art.407, c.2 lett. a), se c’è il rischio che l’imputato venga rimesso in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare e non c’è altro titolo di detenzione, si usa tale istituto. Infine si ha se c’è accordo tra le parti e non c’è pregiudizio per la celerità. Provvedimento emesso con ordinanza

  • DIFETTO DI GIURISDIZIONE: giudice ordinario si ritiene competente in ordine a un reato su cui dovrebbe pronunciarsi un giudice speciale(o viceversa) o quando nessun giudice penale è fornito della potestà giurisdizionale per una certa fattispecie. Rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento. Nel corso delle indagini preliminari, giudice pronuncia ordinanza. Dopo chiusura indagini preliminari , giudice pronuncia sentenza.

  • INCOMPETENZA PER MATERIA: rilevabile in ogni stato e grado del processo.

  • INCOMPETENZA PER TERRITORIO E PER CONNESSIONE: rilevabile prima della conclusione dell’udienza preliminare e , se manca, subito dopo l’accertamento della costituzione della parti nel giudizio.

  • INCOMPETENZA PER ECCESSO: giudice conosce di un reato di cognizione di un giudice di competenza inferiore. Rilevata/eccepita al massimo dopo l’accertamento della costituzione delle parti nel giudizio.

  • CONFLITTI FRA GIUDICI: in qualunque stato e grado del processo due o più giudici contemporaneamente prendono(POSITIVO) o rifiutano di prendere(NEGATIVO) cognizione del medesimo fatto attribuito alla medesima persona. Ha origine con denuncia di parte o d’ufficio, ma non ci sono effetti sospensivi. Soluzione del conflitto: sentenza di Cassazione, vincolante (salvo fatti nuovi).

  • ISTANZA DI PROCEDIMENTO: dichiarazione facoltativa con cui la persona offesa da uno dei reati commessi all’estero elencati negli articoli 9 e 10 c.p. chiede che il pm proceda per il reato stesso.

  • RICHIESTA DI PROCEDIMENTO: dichiarazione discrezionale con cui un organo pubblico estraneo all’organizzazione giudiziaria manifesta la volontà che il pm proceda per un reato. Potere conferito al Ministro della Giustizia per:   -reati artt.8,9,10c.p.; – reati contro Presidente della Repubblica perseguibili a querela;  – offesa alla libertà e all’onore dei capi di stato/offesa alla bandiera degli stati.
  • RIMESSIONE: è lo spostamento del processo da una sede ad un’altra in presenza di turbative ambientali che possono compromettere il suo regolare svolgimento. Può essere richiesta in ogni stato e grado del processo di merito dall’imputato, dal procuratore generale presso la corte d’appello e dal pm presso il giudice procedente. Non è ammessa quando il processo pende davanti alla Corte di Cassazione. Sulla questione si pronuncia la Cassazione con ordinanza (inammissibilità, rigetto, accoglimento).

  • CIRCOLO: sfera di competenza per territorio della corte d’assise.

  • CIRCONDARIO: sfera di competenza per territorio del tribunale.

  • DESIGNAZIONE CONGIUNTA: (pool investigativo) il titolare di un ufficio del pubblico ministero designa uno o più magistrati in considerazione del numero degli imputati o della complessità delle indagini o del dibattimento.

  • SOSTITUZIONE: il capo dell’ufficio del pubblico ministero provvede alla sostituzione del magistrato nei casi di a)grave impedimento, b)rilevanti esigenze di servizio, c)incompatibilità, d)con il suo consenso. La sostituzione opera dopo l’esercizio dell’azione penale( a differenza dell’avocazione che opera durante le indagini preliminari). Nel caso c) se c’è omissione di sostituzione, provvede il procuratore generale presso la Corte d’Appello.

  • DOPPIO BINARIO: procedimento speciale per i reati di stampo mafioso.

  • DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA: direzione costituita dal procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto di Corte d’Appello nell’ambito del suo ufficio. I magistrati designati devono farne parte per un tempo non inferiore a due anni. Conflitto tra direzioni: risolto dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione, sentito il procuratore nazionale antimafia. Conflitto tra direzione e procura ordinaria: risolto dal procuratore generale presso la Corte d’Appello; al procuratore nazionale antimafia viene data comunicazione del provvedimento.

  • DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA: istituita presso la procura generale presso la Corte di Cassazione. Preposto procuratore nazionale antimafia; venti sono i sostituti procuratori con funzioni di magistrati di Corte d’Appello, nominati con delibera del consiglio superiore della magistratura, sentito il procuratore nazionale antimafia. La direzione è sorvegliata dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione.

  • PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA: nominato con delibera del consiglio superiore della magistratura di concerto con Ministro della giustizia. Tale incarico ha la durata di 4 anni e può essere rinnovato una sola volta. Funzioni:impulso al coordinamento e impulso alle investigazioni.Dispone dei servizi centrai e interprovinciali di polizia e della Dia.

  • DIA: direzione investigativa antimafia delle forze di polizia. Funzioni di investigazione preventiva attinente alla criminalità organizzata e effettua indagini di polizia giudiziaria relativamente ai delitti di associazione mafiosa o ricollegabili ad essa.

  • SCO: servizio centrale operativo della polizia di stato.

  • ROS: raggruppamento operativo speciale dell’arma dei carabinieri.

  • GICO: gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata della guardia di finanza.

  • IMPUTAZIONE PRELIMINARE: attribuzione di un reato nella fase delle indagini preliminari.

  • IMPUTATO: tale qualità discende unicamente da un atto, la FORMULAZIONE DELL’IMPUTAZIONE, che segna l’avvenuto esercizio dell’azione penale.

  • FORMULAZIONE DELL’IMPUTAZIONE: atto che contiene la formale individuazione della persona a cui un determinato fatto storico penalmente rilevante è attribuito. Atti:a)richiesta di rinvio a giudizio;b)richiesta di giudizio immediato;c)richiesta di decreto penale di condanna;d)richiesta di applicazione della pena(nel corso delle indagini preliminari);e)decreto di citazione diretta (davanti al tribunale in composizione monocratica);f)contestazione orale dell’imputazione in dibattimento e decreto di citazione a giudizio se l’imputato è libero (nel giudizio direttissimo).

  • PERSONA SOTTOPOSTA ALLE INDAGINI: lo si diventa in seguito al ricevimento da parte della polizia giudiziaria o del pubblico ministero di una notizia qualificata di reato(denuncia, referto, querela,istanza, richiesta). Se invece le notizie sono inqualificate, ci vuole una valutazione di attendibilità da parte della polizia giudiziaria o del pubblico ministero.

  • INDIZIO: una conoscenza indispensabile per adottare alcune misure nel corso delle indagini preliminari o per far scaturire determinati effetti diversi dalla decisione di punire.

  • PROVA INDIZIARIA: prove critiche sottoposte a una regola di giudizio al momento della valutazione probatoria.

  • SOMMARIE INFORMAZIONI: informazioni utili per le investigazioni fornite dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini all’ufficiale di polizia giudiziaria. La disciplina che regola tale figura è equiparabile all’interrogatorio.

  • INFORMAZIONI: informazioni fornite ad un ufficiale di polizia giudiziaria da imputato in un procedimento connesso o imputato di un reato collegato a quello per cui si procede. Disciplina simile all’interrogatorio.

  • DICHIARAZIONI A SEGUITO DI PRESENTAZIONE SPONTANEA: dichiarazioni rilasciate al pubblico ministero dalla persona sottoposta alle indagini. Disciplina equiparabile all’interrogatorio.

  • INFERMITA’MENTALE: inidoneità del soggetto a partecipare coscientemente al processo.

  • PARTE CIVILE: parte eventuale. Soggetto (quindi anche ente collettivo), o suoi successori, che mira alle restituzioni o al risarcimento del danno (patrimoniale o non patrimoniale) cagionato dal reo. Non necessariamente coincide con l’offeso. Può costituirsi parte civile anche per mezzo di un procuratore speciale. Può stare in giudizio solo con un difensore. Deve presentare una dichiarazione di costituzione con le ragioni che giustificano la sua domanda. Si può costituire dopo l’esercizio dell’azione penale fino all’accertamento della costituzione delle parti da parte del giudice dibattimentale di primo grado. È ammessa con ordinanza.

  • PRINCIPIO DELL’IMMANENZA DELLA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE: una volta costituitosi il danneggiato partecipa al processo in tutti i suoi gradi, compreso l’eventuale giudizio di rinvio, salvo esclusione o recesso spontaneo.

  • RESPONSABILE CIVILE: persona fisica o ente plurisoggettivo tenuto, a norma delle leggi civili, a rispondere per il fatto dell’imputato, in solido con l’imputato. La richiesta di citazione può essere proposta fino al dibattimento dal pubblico ministero e dalla parte civile. Giudice ordina la citazione con decreto. Egli può non costituirsi, ma la responsabilità gli è addebitata ugualmente, oppure costituirsi e diventare parte. Sta in giudizio con un difensore. Può intervenire volontariamente. Sia la citazione sia l’intervento perdono efficacia in caso di esclusione o revoca della costituzione di parte civile. Può essere escluso o escludersi: giudice decide con ordinanza.

  • CIVILMENTE OBBLIGATO: persona fisica o giuridica può essere assoggettata, in via sussidiaria ed eventuale, ad una obbligazione civile pecuniaria pari all’importo della multa o dell’ammenda inflitta al condannato. La sua responsabilità si concretizza quando il condannato risulti insolvente. Può essere citato su richiesta del pubblico ministero o dell’imputato.

  • CORREZIONE ERRORI MATERIALI: 3 presupposti: 1)atto riconducibile al modello delle sentenze, ordinanze e dei decreti;2)all’errore non sia ricollegabile una previsione di nullità;3)difformità tra pensiero del giudice e formulazione;in caso di omissione il comando deve discendere in maniera automatica dalla legge. Competente è giudice autore dell’atto o giudice dell’impugnazione. Procedimento in camera di consiglio. Ordinanza ricorribile per Cassazione.

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  • PRINCIPIO DI TASSATIVITA’: principio relativo all’inosservanza delle disposizioni stabilite per gli atti del procedimento(quindi non solo nullità formali).

  • GIUDICATO IMPLICITO: non sono rilevabili nel giudizio di rinvio le nullità assolute verificatesi anteriormente.

  • PERPETUATIO NULLITATIS: nullità dedotta dalla parte ma non dichiarata dal giudice è devoluta al giudice dell’impugnazione senza che sia oggetto dei motivi.

  • CRITERIO DI PERTINENZA DELLA PROVA: parametro per la verifica circa la rilevanza della prova in vista della sua ammissione e per la soluzione dei problemi di assunzione.

  • PROVE DIRETTE: aventi per oggetto il fatto da provare.

  • PROVE INDIRETTE: non hanno per oggetto il fatto da provare, ma un fatto dal quale il giudice potrà risalire al primo attraverso un’operazione mentale induttiva(regole logiche e di esperienza). Un esempio sono le prove indiziarie.

  • PROVE STORICHE: fatto da provare è descritto o immediatamente riprodotto davanti al giudice.

  • PROVE CRITICHE: si rende necessario l’intervento del giudice.

  • PROVE ATIPICHE O INNOMINATE: prove non disciplinate dalla legge. Ammissibili a discrezione del giudice, purchè non vietate dalla legge. Valutazioni: 1)idoneità ad assicurare l’accertamento dei fatti;2)nessun pregiudizio per l libertà morale della persona. Giudice definirà le modalità d’assunzione, sentite le parti.

  • DIRITTO ALLA PROVA: 1)diritto di richiedere l’ammissione di determinate prove;2)diritto ad ottenere la prova richiesta.

  • DIRITTO DI CONTROPROVA: spettante all’imputato e al pm. Ciascuna parte può ottenere ad es. la citazione e l’ammissione di testimoni, periti e consulenti sulle circostanze introdotte dalla controparte, anche senza averli precedentemente indicati nella lista( depositata in cancelleria).

  • PROVE VIETATE: per le quali esista un espresso divieto legislativo in ordine al soggetto e all’oggetto della prova o in ordine alla procedura di acquisizione probatoria.

  • NON SUPERFLUITA’: giudizio sulla potenziale utilità della prova.

  • RILEVANZA: prova riconducibile all’ambito oggettivo delineato dalla legge.

  • PROVE ILLEGITTIMAMENTE ACQUISITE: inutilizzabili per vizio del procedimento di ammissione o di acquisizione della prova.

  • MASSIME D’ESPERIENZA: canoni ordinari relativi a condotte o a eventi suggeriti dalla prassi.

  • PRINCIPIO DEL LIBERO CONVINCIMENTO DEL GIUDICE: limite nella motivazione e limiti di tipo normativo:1)escluso uso di elementi di natura indiziaria, a meno che non siano gravi precisi e concordanti; 2)dichiarazioni rese dal coimputato del medesimo reato o dall’imputato di un reato collegato, da persona imputata in un procedimento connesso o dell’imputato che abbia assunto l’ufficio di testimone sono valutate unitamente agli altri elementi di prova;3) divieto di valutazioni sulla prova ottenuta da dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre sottratto all’esame da parte dell’imputato o del suo difensore.

  • INDAGINI PRELIMINARI: attività di ricerca e raccolta di informazioni che il pubblico ministero e la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di un reato, svolgono per consentire allo stesso pubblico ministero di assumere le determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

  • DENUNCIA: dichiarazione con cui una qualunque persona fisica(non esercente una professione sanitaria) porta a conoscenza del pm o della polizia giudiziaria la commissione di un reato perseguibile d’ufficio. La denuncia anonima è inutilizzabile, salvo sia corpo del reato o provenga dall’imputato. La denuncia è un obbligo penalmente sanzionato per incaricati di pubblico servizio e per i pubblici ufficiali che abbiano avuto conoscenza del reato a causa delle loro funzioni o del loro servizio. Polizia giudiziaria ha obbligo penalmente sanzionato anche delle notizie di reato di cui abbia avuto notizia fuori dell’esercizio delle sue funzioni.

  • REFERTO: dichiarazione con cui un esercente una professione sanitaria porta a conoscenza del pm o della polizia giudiziaria la commissione di un reato perseguibile d’ufficio del quale abbia avuto notizia in occasione della prestazione della sua opera. È un obbligo penalmente sanzionato, salvo il caso in cui esporrebbe l’assistito a procedimento penale(in questo caso facoltà). È presentato entro 48 ore, o immediatamente se vi è pericolo.

  • GIP E GUP: magistrati del tribunale ordinario che abbiano svolto per almeno due anni le funzioni di giudice del dibattimento.

  • GIP: giudice per le indagini preliminari.1)esercita giurisdizione senza azione(penale del pm);2)esercita giurisdizione semipiena:pronuncia sulle richieste delle parti, ma non svolge un procedimento né a poteri di acquisizione probatoria;3)esercita una giurisdizione di garanzia:tutela i diritti e il rispetto del principio di obbligatorietà dell’azione penale;4)è giudice senza fascicolo: non dispone di un fascicolo nel quale la documentazione venga raccolta.

  • GUP: giudice per l’udienza preliminare. 1)esercita la giurisdizione dopo l’esercizio dell’azione penale;2)svolge un proprio procedimento;3)dispone di un fascicolo trasmessogli dal pm.

  • PROCEDIMENTO: inizia con il primo atto d’indagine preliminare compiuto dal pm o dalla polizia giudiziaria dopo il ricevimento della notizia di reato. Si conclude col la fine delle indagini preliminari.

  • PROCESSO: dall’esercizio dell’azione penale fino all’emanazione di una sentenza definitiva.

  • NOTIZIA DI REATO GENERICA: informazione che un reato sarebbe stato commesso da una o più persone non identificate. SPECIFICA: informazione che un reato sarebbe stato commesso da una o più persona identificate. Sia la notizia di reato sia le condizioni di procedibilità, pur essendo presupposti del procedimento penale, non ne fanno parte. Sono efficaci anche se redatte in altra lingua, non è prevista la restituzione in termini né la sospensione feriale. Non è prova e viene immessa nel fascicolo per il dibattimento solo se è anche condizione di procedibilità.

  • NOTIZIA NOMINATA O QUALIFICATA : disciplinata dalla legge.

  • NOTIZIA INNOMINATA O NON QUALIFICATA: non disciplinata dalla legge. È costituita da atti o fatti vari.

  • CONDIZIONI DI PROCEDIBILITA’: atto o fatto in mancanza del quale, anche se la notizia di reato appare fondata, il pm non deve esercitare l’azione penale, ma deve chiederne l’archiviazione. Se pm esercita comunque azione penale il giudice anche d’ufficio, in ogni stato e grado del processo, dichiara con sentenza non doversi procedere. Nel codice 4 condizioni:1)querela;2)istanza di procedimento;3)richiesta di procedimento;4)autorizzazione a procedere.

  • QUERELA: dichiarazione facoltativa con la quale la persona offesa dal reato, la cui perseguibilità la legge subordina a querela, o un altro soggetto agente nell’interesse di costei, manifesta la volontà che il pm proceda in ordine al reato. È presentata al pm o ad un ufficiale di polizia entro 90 giorni dal fatto. Se necessario è nominato un curatore speciale. La rinuncia espressa a proporre la querela può essere fatta con dichiarazione scritta all’interessato o con dichiarazione orale verbalizzata dalla polizia giudiziaria o da un notaio con sua sottoscrizione. La remissione è dichiarazione resa all’autorità giudiziaria.

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  • AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE: è la dichiarazione discrezionale con cui un organo pubblico estraneo all’organizzazione giudiziaria,a richiesta del pubblico ministero, consente che, nei confronti di una persona o in rapporto a un determinato reato, l’autorità giudiziaria proceda penalmente oppure compia taluni atti limitativi di libertà. Il potere è conferito:

    1. all’assemblea parlamentare per un membro del Parlamento(salvo arresto in flagranza o sentenza irrevocabile di condanna, intercettazioni di comunicazioni e sequestro di corrispondenza);

    2. all’assemblea parlamentare di appartenenza o al Senato per il Presidente del Consiglio dei ministri o un Ministro per reati ministeriali(salvo ordine di cattura obbligatorio);

    3. alla Corte Costituzionale per un giudice aggregato o ordinario di essa( salvo ordine di cattura obbligatorio);

    4. al Ministro della Giustizia per i delitti contro la personalità dello stato;

    5. alle assemblee legislative per il reato di vilipendio delle stesse.

La richiesta del pm è presentata: 1)immediatamente se vi è stato arresto in flagranza;2)negli

altri casi entro trenta giorni dall’iscrizione del nome della persona nel registro delle notizie

di reato; 3)se la necessità dell’autorizzazione insorge dopo l’esercizio dell’azione penale,

dopo che il giudice ha SOSPESO per carenza di questa condizione.

L’autorizzazione a procedere una volta concessa non può essere revocata.

  • REGISTRO DELLE NOTIZIE DI REATO: sono quattro: 1)registro a carico di persone ignote-notizie generiche;2)registro a carico di persone note-notizie specifiche;3)registro delle notizie anonime di reato(uso vietato);4)registro degli atti non costituenti notizia di reato(no indagini preliminari).

  • INFORMAZIONE DI GARANZIA: atto inviato dal pm dalla persona offesa e dalla persona sottoposta alle indagini quando deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere. Deve indicare le norme violate, la data e il luogo del fatto e l’invito a nominare un difensore.

  • REATO DI FALSE INFORMAZIONI AL PM: chi afferma il falso, nega il vero o tace in tutto o in parte. Reclusione fino a quattro anni.

  • ACCERTAMENTO TECNICO NON RIPETIBILE: accertamento tecnico che non potrà essere ripetuto nel dibattimento perché ha ad oggetto persone cose o luoghi soggetti a una modificazione irreversibile e non prevenibile.

  • INCIDENTE PROBATORIO: consente davanti al gip o al gup l’assunzione, nel rispetto del contraddittorio, di prove destinate ad avere piena efficacia nella fase del giudizio (prove sicuramente o prevedibilmente non ripetibili in dibattimento). Può essere richiesto al gip o al gup dalla persona sottoposta alle indagini e dal pubblico ministero;se necessario è possibile chiedere una proroga dell’ordinario termine delle indagini. La persona offesa non può richiederlo, ma può sollecitare il pm a farlo(il quale può non richiederlo). La richiesta deve indicare:1)la prova e la sua rilevanza;2)la persona nei confronti della quale si procede;3)le circostanze che rendono la prova non rinviabile.

Il richiedente notifica la richiesta all’altra parte e questa entro due giorni deposita le DEDUZIONI sulla richiesta,indicare altre prove o altre persone. Il pm entro due giorni può chiedere il DIFFERIMENTO dell’incidente per evitare pregiudizi agli atti di indagine preliminare(indica atti pregiudicabili, ragioni del pregiudizio, entità del differimento). L’ordinanza del giudice indica:1)oggetto della prova; 2)persone interessate;3)data dell’incidente. Pronuncia inoltre sulla richiesta di differimento. Giudice con due giorni d’anticipo comunica al pm e notifica a indagato, offeso e difensori AVVISO di giorno,ora e luogo in cui si svolgerà l’incidente. L’udienza per l’incidente probatorio si svolge in camera di consiglio;parti necessarie:pm e difensore dell’indagato. Giudice può disporre l’accompagnamento dell’indagato la cui presenza sia necessaria per l’assunzione della prova. La sentenza basata su una prova assunta in incidente al quale il danneggiato non sia stato posto in condizioni di partecipare non fa stato nel giudizio civile di risarcimento, salvo accettazione anche tacita.

  • ARCHIVIAZIONE PER INIDONEITA’ PROBATORIA: notizia di reato è infondata perché gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio(fatto non sussiste, imputato non lo ha commesso, il fatto non costituisce reato oppure sussiste, lo ha commesso ed è reato ma la prova e insufficiente o contraddittoria o manca). Il giudice se accoglie la richiesta dispone l’archiviazione con decreto motivato e restituisce gli atti al pm; altrimenti fissa davanti a sé un’udienza in camera di consiglio. In esito all’udienza con ordinanza alternativamente: a)dispone l’archiviazione;b)indica al pm le ulteriori indagini;c)se ritiene che le indagini abbiano fatto emergere il nome di un possibile autore del reato dispone l’iscrizione del nome nel registro;d)se ritiene che ci siano elementi per sostenere l’accusa in giudizio, ordina che il pm entro 10 giorni formuli l’imputazione. Entro due giorni, conosciuta l’imputazione, fissa l’udienza con decreto.

Invece il decreto d’archiviazione è notificato all’indagato affinché possa chiedere l’eventuale riparazione per l’ingiusta detenzione nei successivi 2 anni.

Decreto/ordinanza di archiviazione(che comunque non hanno efficacia nei giudizi civili e amministrativi) possono essere revocati con decreto motivato dal gip in seguito a richiesta del pm che rappresenti la richiesta di NUOVE INVESTIGAZIONI.

  • ALTRI MOTIVI D’ARCHIVIAZIONE: manca condizione di procedibilità, fatto non è previsto dalla legge come reato, il reato è estinto, autore/i sono ignoti, insussistenza a carico dell’indagato dei gravi indizi di colpevolezza.

  • OPPOSIZIONE ALL’ARCHIVIAZIONE: richiesta di prosecuzione delle indagini preliminari con indicazione dell’oggetto dell’investigazione suppletiva e dei relativi elementi di prova entro 10 giorni da notifica avviso della richiesta d’archiviazione del pm. Se giudice ritiene opposizione inammissibile dispone l’archiviazione; altrimenti fissa udienza in camera di consiglio.

  • IMPUGNAZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI ARCHIVIAZIONE: provvedimento ricorribile per Cassazione dal pm, dall’indagato e dalla persona offesa.

  • AVVISO DI CONCLUSIONE: avviso che pm, quando non chiede l’archiviazione, notifica all’indagato e al difensore. Contiene:1)sommaria enunciazione del fatto;2)avvertimento che la documentazione è depositata in segreteria e che entro 20 giorni dalla notifica dell’avviso può presetare memorie, documenti, chiedere atti d’indagine, fare dichiarazioni spontanee e essere interrogato. Dopo b) il pm può chiedere archiviazione o rinvio a giudizio.

  • RICHESTA DI RINVIO A GIUDIZIO: richiesta mediante la quale il pm esercita l’ azione penale(se non ritiene di promuovere un procedimento speciale). Essa contiene:1)generalità dell’imputato e dell’offeso;2)imputazione;3)fonti di prova;4)richiesta di emissione del decreto che dipone il giudizio;5)datate sottoscrizione del pm. Entro 5 giorni dal deposito della richiesta giudice fissa l’udienza preliminare e ne dà avviso. Udienza non ha luogo se l’imputato chiede giudizio immediato o abbreviato.

  • UDIENZA PRELIMINARE: svolta da un giudice per valutare nel contraddittorio delle parti la fondatezza della richiesta di rinvio a giudizio. È parte del processo perché celebrata dopo l’esercizio dell’azione penale. Il giudice, dichiarata chiusa la discussione, se è in grado di decidere allo stato degli atti, pronuncia la decisione. Altrimenti: 1)indica ulteriori indagini al pm e fissa nuova udienza;2) dispone l’assunzione in udienza delle prove DECISIVE ai fini della pronuncia di non luogo a procedere(o in udienze successive). In ogni momento dell’udienza preliminare può essere espletato l’incidente probatorio.

  • NUOVE CONTESTAZIONI. FATTO DIVERSO DA QUELLO CONTESTATO NELLA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO: il fatto, pur restando lo stesso, risulta commesso con modalità diverse.

  • NUOVE CONTESTAZIONI. FATTO NUOVO DA QUELLO CONTESTATO NELLA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO: reato perseguibile d’ufficio ULTERIORE rispetto a quello contestato e non connesso ad esso.

  • FATTO NUOVO E DIVERSO: dopo l’emersione di fatti nuovi o diversi, il pm modifica l’imputazione.

  • SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE(in esito all’udienza preliminare): è pronunciata se 1)mancano condizioni di procedibilità, fatto non sussiste, imputato non lo ha commesso etc.;2)elementi insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l’accusa. Effetti:a)perdita d’efficacia delle misure cautelari;b)detenuto liberato dopo la lettura del dispositivo. Non è irrevocabile. Diventa esecutiva quando non è più impugnabile. Imputato in seguito ad essa perde la qualità di imputato. È impugnabile da:imputato, pm, procuratore generale presso la corte d’appello, parte civile. È riccorribile per cassazione. È revocata se sopraggiungono nuovi elementi che, soli o congiuntamente a quelli già esaminati, dimostrano che la persona dev’essere rinviata a giudizio(la revoca è chiesta dal pm al giudice che l’ha emessa). Il pm chiede il rinvio o la riapertura delle indagini se i nuovi elementi non sono ancora stati acquisiti. La richiesta della revoca può essere giudicata inammissibile oppure il giudice può fissare udienza in camera di consiglio per stabilirlo. Qui decide. Se dispone la revoca:1)fissa udienza preliminare;2)riapre indagini. L’ordinanza è ricorribile per cassazione.

  • DECRETO CHE DISPONE IL GIUDIZIO: emesso in esito all’udienza preliminare. Contiene:a)generalità delle parti e dell’offeso;b)imputazione;c)fonti di prova;d)dispositivo(rinvio, non motivato);e)data e sottoscrizione;f)indicazione dell’assenza e della contumacia. Tra il decreto e il giudizio devono intercorrere almeno 20 giorni.

  • ATTIVITA’ INTEGRATIVA D’INDAGINE: dopo il rinvio a giudizio il pm può continuare le indagini( qualunque atto d’indagine preliminare, salvo involgere l’imputato o le persone indicate quali fonti di prova da un’altra parte. Tale attività è depositata in segreteria e notificata all’imputato. Se le parti richiedono d’inserire tali attività nel fascicolo del pm, allora è suscettibile di tutti gli impieghi in dibattimento.

  • REATI MINISTERIALI: indagini sono svolte dal collegio per i reati ministeriali(tribunale dei ministri). La camera d’appartenenza (o il Senato in caso di non appartenenza a nessuna camera) autorizza sia i provvedimenti coercitivi sia il rinvio a giudizio. Inquisiti presentano memorie, possono essere ascoltati e possono prendere visione degli atti. Entro 90 giorni il collegio chiede l’archiviazione se se notizia è infondata o mancano condizioni di procedibilità(provvedimento sempre revocabile). Altrimenti invia una relazione motivata alla camera per procedere; se viene negata c’è archiviazione irrevocabile.

  • FLAGRANZA PROPRIA: chi viene colto nell’atto di commettere un reato.

  • FLAGRANZA IMPROPRIA: quando colui che ha commesso il reato subito dopo è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone, o è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.

  • ARRESTO: restrizione della libertà personale che ufficiali e agenti di polizia dispongono a carico di chi è colto nella flagranza propria o impropria di reato.

  • FERMO: provvedimento limitativo della libertà personale che il pm dispone nei confronti di chi, non sorpreso in flagranza, risulta gravemente indiziato di un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o comunque la reclusione superiore nel massimo a sei anni e non inferiore nel minimo a due anni, ovvero di un delitto concernente le armi da guerra, commesso con finalità di terrorismo, o di eversione dell’ordine democratico. Il provvedimento è disposto se specifici elementi fanno ritenere fondato il pericolo di fuga.

  • PROCESSO: inizia con l’esercizio dell’azione penale.

  • PROVE DICHIARATIVE: esame dei testimoni e delle parti.

  • GIUDIZIO ACCUSATORIO: quando la formulazione delle prove avviene pubblicamente nel contraddittorio delle parti, sul tema posto dall’accusatore davanti al giudice che ha il compito di decidere il merito. Tre corollari del modello accusatorio:1)parità delle parti;2)oralità-immedatezza;3)distinzione della posizione del giudice da quella dell’organo dell’accusa e dell’investigazione.

  • GIUDIZIO INQUISITORIO: prove formate unilateralmente fuori dall’udienza pubblica dallo stesso organo investito della funzione di formulare le indagini e di formulare l’accusa con la partecipazione eventuale e subordinata della difesa.

  • CONCENTRAZIONE: unità di tempo nella quale va celebrato il giudizio n modo tale che la decisione sia il più vicino possibile alla rappresentazione dei fatti da ricostruire.

  • PRINCIPIO DI LEGALITA’DELLA PROVA: nella decisione conclusiva si tiene conto solo di ciò che è stato acquisito nelle forme previste dalla legge.

  • PRINCIPIO DI NON DISPERSIONE DEI MEZZI DI PROVA: nessuna dichiarazione a contenuto probatorio di testimoni o imputati deve sfuggire alla valutazione del giudice incaricato di pronunciare la sentenza.

  • GIUDIZIO: comprende atti preliminari(dalla fine dell’udienza preliminare agli atti introduttivi del dibattimento – da decreto a costituzione delle parti), dibattimento, atti successivi al dibattimento(deliberazione e pubblicazione della sentenza).

  • SENTENZA ANTICIPATA DI PROSCIOGLIMENTO: è pronunciata nella fase predibattimentale se l’azione penale è improcedibile o il reato estinto. Il proscioglimento anticipato non è in nessun caso possibile se pm o imputato si oppongono. La sentenza è pronunciata in camera di consiglio ed è inappellabile.

  • GIUDIZIO A PORTE CHIUSE: il collegio decide con ordinanza revocabile, sentite le parti, di procedere a porte chiuse per tutto il dibattimento o per alcuni atti di esso. Non possono essere ammesse persone diverse da quelle che hanno il diritto dovere di intervenire. In limitati casi PUO’ ammettere i giornalisti(pubblica igiene, sicurezza testimoni e parti e regolare svolgimento del processo). Testimoni periti e consulenti tecnici vi rimangono per il tempo strettamente necessario.

  • ALLONTANAMENTO IMPUTATO: se l’imputato si comporta in modo da turbare il regolare svolgimento del processo; disposto con ordinanza revocabile del presidente. Se dopo la riammissione persiste, viene espulso definitivamente(a discrezione del collegio).

  • RIPRESE TELEVISIVE O RADIOFONICHE: è necessario consenso delle parti;ma se è ravvisato un pregiudizio al sereno svolgimento del processo, sono comunque vietate. Infine sono sempre consentite se sussiste un interesse rilevante alla conoscenza del dibattimento, salvo diritto dei singoli di non consentire una ripresa. Non è mai autorizzata la trasmissione in diretta. Le riprese sono sempre vietate nei processi a porte chiuse.

  • PARTECIPAZIONE A DISTANZA DELL’IMPUTATO DETENUTO(collegamento audiovisivo): è disposta quando si procede per delitti di stampo mafioso o con finalità di terrorismo e sussistano graviragioni di sicurezza o di rodine pubblico o sia necessario evitare ritardi. È disposta SEMPRE quando l’imputato è sottoposto alle misure dell’art.41bis dell’ordinamento penitenziario. Nel luogo in cui si trova l’imputato dev’esserci sempre un ausiliario del giudice per verificare la regolarità della procedura; è sempre ammessa la presenza di un difensore e la possibilità di comunicare riservatamente col difensore in udienza.

  • ESAME A DISTANZA: riguarda persone ammesse a programmi di protezione(è sempre doveroso nei casi in cui si proceda per delitti di stampo mafioso o con finalità di terrorismo), con le cautele necessarie e per le persone le cui dichiarazioni siano state acquisite tramite verbale. È infine possibile per un perito o per un testimone che si trovi all’estero.

  • ACCOMPAGNAMENTO COATTIVO: quando la presenza dell’imputato è indispensabile per l’assunzione di determinate prove(es. ispezione personale) o per procedere all’esame dell’imputato su fatti concernenti la responsabilità di altri. È ammesso anche per coimputato in un procedimento separato. Non è ammesso invece per l’esame dell’imputato perché non può aver luogo senza il suo consenso.

  • CONTUMACIA: strumento di tutela dell’imputato cui viene riconosciuto il diritto di non partecipare al giudizio senza trovarsi in una condizione giuridicamente deteriore. L’ordinanza di contumacia viene pronunciata quando, dopo gli accertamenti, apparirà improbabile che l’assenza sia involontaria. Se la prova dell’involontarietà arriva al momento della pronuncia, l’ordinanza è nulla. Se arriva dopo è revocabile. Al contumace è notificato l’avviso di deposito della sentenza e l’estratto della stessa. Il diritto dell’imputato ad essere sentito, qualora provi di non aver avuto conoscenza del procedimento, è riconosciuto anche nel giudizio di cassazione e di revisione.

  • ASSENZA: imputato manifesta la volontà di non assistere al dibattimento, anche dopo essere comparso(allontanandosi). Non si applicano le garanzie previste per il contumace.

  • LATITANZA: situazione di chi si sottrae a determinate misure coercitive o a un ordine di carcerazione.

  • QUESTIONI PRELIMINARI(nel giudizio): devono essere proposte subito dopo l’accertamento della costituzione delle parti. Il termine è stabilito a pena di decadenza e non viene ripristinato nemmeno se si torna alla fase precedente per rinnovare gli atti introduttivi. La discussione è sintetica e giudice decide immediatamente con ordinanza. Esse sono:1)competenza per territorio o connessione; nullità non sanate o non dichiarate dal gup, costituzione delle altre parti;2)fascicolo per il dibattimento o riunione/separazione dei giudizi(questioni proponibili quando sorge la necessità, anche dopo);3)contenuto del fascicolo per il dibattimento e trasferimento in esso di atti contenuti nel fascicolo del pm.

  • ESPOSIZIONE INTRODUTTIVA: pubblico ministero, difensori delle parti, difensore dell’imputato indicano i fatti che intendono provare e le prove di cui chiedono l’ammissione. Le parti possono presentare memorie scritte.

  • AMMISSIONE DELLE PROVE: ha luogo al termine dell’esposizione introduttiva con ordinanza del giudice. Il giudice deve provvedere immediatamente ed espressamente. L’ordinanza è revocabile solo in contraddittorio(principio dell’ACQUISIZIONE PROCESSUALE: prove ammesse sono patrimonio di tutte le parti).

  • GIUDIZIO DI AMMISSIBILITA’: le prove possono essere escluse solo se vietate, superflue, irrilevanti.

  • FASCICOLO PER IL DIBATTIMENTO: formato dal gup in contraddittorio. Delle indagini preliminari contiene solo gli atti sulla procedibilità e sull’esercizio dell’azione civile, i verbali degli atti non ripetibili,i verbali dell’incidente probatorio, il certificato penale,i documenti del giudizio sulla personalità,le cose pertinenti al reato, documenti e verbali assunti all’estero non ripetibili, atti dei quali le parti hanno concordato l’acquisizione. Infine contiene i verbali delle prove urgenti assunti dal giudice dibattimentale già nella fase degli atti preliminari. Tutti gli altri atti saranno sottoposti al giudizio di ammissibilità da parte del giudice dibattimentale

  • LETTURA ATTI: acquisizione ufficiale, meno che per le prove reali dove ammissione e acquisizione coincidono. Solo dopo la lettura gli atti sono utilizzabili ai fini della decisione. Alcuni atti sono solo INDICATI dal giudice; l’indicazione ha valore acquisitivo.

  • FASCICOLO DEL PM: atti non sono acquisiti nel dibattimento, ma sono utilizzabili per le contestazioni.

  • CONTESTAZIONE: per mezzo di essa possono farsi rilevare variazioni/contraddizioni rispetto a DICHIARAZIONI precedenti rese dalla persona sottoposta ad esame. La lettura in questo caso non corrisponde ad acquisizione di prova.

  • CONTESTAZIONE SUPPLETIVA: ampliamento dell’oggetto del giudizio. Casi: emersione di un reato connesso con quello per cui si procede(concorso formale o reato continuato) oppure emersione di una circostanza aggravante.

  • MODIFICA DELL’IMPUTAZIONE: potere esclusivo del pm, contestato personalmente all’imputato, a condizione che il fatto storico rimanga lo stesso e la contestazione sia inerente ai fatti oggetto del giudizio(modifica o integrazione dell’accusa).

  • FATTO NUOVO IN DIBATTIMENTO: presidente puòautorizzare la contestazione nella medesima udienza se:1)vi è consenso dell’imputato presente;2)non derivi pregiudizo per la speditezza del procedimento.

  • FATTO NON SUSSITE/IMPUTATO NON HA COMMESSO ILFATTO: assoluzione più ampia. Sentenza inappellabile dall’imputato.

  • FATTO NON COSTITUISCE REATO: il fatto sussiste ed è stato commesso, ma manca un elemento della fattispecie o c’è una causa di giustificazione.

  • FATTO NON È PREVISTO DALLA LEGGE COME REATO: accusa non corrisponde ad alcuna fattispecie legale.

  • ASSOLUZIONE QUALORA PROVA MANCHI, SIA INSUFFICIENTE O CONTRADDITTORIA OPPURE NEL CASO DI DUBBIO SU UNA CAUSA DI GIUSTIFICAZIONE, SU UNA CONDIZIONE DI PROCEDIBILITA’, SU UNA CAUSA A DI ESTINZIONE DEL REATO O SU UNA CAUSA PERSONALE DI NON PUNIBILITA’: presunzione di non colpevolezza se non viene dimostrato il contrario.

  • SENTENZA DI CONDANNA: imputato risulta colpevole. Giudice decide anche sull’azione civile esercitata nel processo penale.

  • INAMMISSIBILITA’: oggetto di autonomo motivo di ricorso per Cassazione, dichiarabile d’ufficio,in ogni stato e grado del procedimento. Non è prevista sanatoria, salvo giudicato e salvo non siano previsti limiti temporali alla sua rilevazione. Regime equiparabile a quello di nullità assoluta.

  • INUTILIZZABILITA’: riguarda solo gli atti probatori. Tutela la legalità della prova. Rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche d’ufficio.

  • NULLITA’: principio di tassatività. Formano un sistema chiuso.

  • NULLITA’SPECIALI: previste da un’apposita previsione legislativa.

  • NULLITA’ ASSOLUTE: insanabili fino all’irrevocabilità del giudicato. Rilevabile ex officio in ogni stato e grado del procedimento.

  • NULLITA’INTERMEDIE: rilevabili ex officio, sanabili prima dell’irrevocabilità. Operano cause generali di sanatoria. Non più rilevabili/deducibili, se verificatesi prima, dopo la deliberazione della sentenza di primo grado; se si verificano nel giudizio, dopo la sentenza del grado successivo. Se dedotta ma non dichiarata dal giudice è automaticamente devoluta al giudice dell’impugnazione(PERPETUTIO NULLITATIS).

  • NULLITA’ RELATIVE: sempre speciali. Devono essere dichiarate dal giudice solo su eccezione della parte interessata prima del provvedimento conclusivo dell’udienza preliminare. Se manca udienza preliminare subito dopo l’accertamento della costituzione delle parti in giudizio. Le nullità relative che si verificano nel giudizio devono essere menzionate tra i motivi di impugnazione. Ci sono due ipotesi di nullità relative rilevabili ex officio: riguardano contenuto dell’ordinanza che dispone la misura cautelare.

  • INESISTENZA: vizio tanto macroscopico da indurre l’interprete a negare la collocazione nell’ambito degli atti giuridici. Es. atto processuale penale estorto con coazione fisica: assoluta assenza di volontà. Rilevabile sempre.

  • IRREGOLARITA’: difformità irrilevanti. Atto rimane valido ed efficace.

  • ABNORMITA’ DEL PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE: atto segue lo schema normativo minimo ma contenuto è estemporaneo. Assoggettata a termini per l’impugnazione.

  • LIMITI SOGGETTIVI NULLITA’RELATIVE e INTERMEDIE: 1)no deducibili/eccepibili da chi vi ha dato/concorso a darvi causa;2)da chi non ha interesse all’osservanza della disposizione violata.

  • SANATORIE GENERALI:

    1. ACQUIESCENZA: rinuncia espressa della parte interessata a eccepire la nullità e accettazione effetti dell’atto. Se tacita dev’esserci un’insita manifestazione di volontà e consapevolezza del vizio.

    2. SANATORIA PER RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO: parte si è avvalsa della facoltà al cui esercizio l’atto omesso o nullo è preordinato.

  • SANATORIA SPECIALE: COMPARIZIONE: per nullità di una citazione o di un avviso(e relative comunicazioni e notificazioni). Comparizione dev’essere personale e volontaria, ma non importa che sia consapevole del vizio. Se invece compare per far rilevare l’irregolarità ha diritto a cinque giorni per organizzare la difesa.

  • DICHIARAZIONE DI NULLITA’.EFFETTI:

  1. invalidità di atti consecutivi che dipendono da esso(NULLITA’ DERIVATA)

  2. RINNOVAZIONE: se necessaria e possibile

  3. se la dichiarazione avviene in uno stato/grado diverso da quello in cui si è verificata, c’è regressione del procedimento allo stato/grado in cui si è compiuto l’atto nullo(salvo atti di natura probatoria per i quali il giudicato deve provvedere alla rinnovazione( se possibile e necessaria).

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  • IMPUGNAZIONE: rimedio giuridico a disposizione delle parti volti a rimuovere gli svantaggi derivanti da una decisione del giudice penale, sul presupposto della sua erroneità. Si dicono ordinarie e straordinarie, a seconda che siano esperibili contro decisioni non ancora o divenute irrevocabili.

  • IMPUGNAZIONE ORDINARIA: appello e ricorso per cassazione. Vanno proposti entro determinati termini il cui inutile decorrere comporta l’irrevocabilità della sentenza pronunciata in giudizio e la sua esecutività

  • IMPUGNAZIONE STRAORDINARIA: revisione e ricorso straordinario per errore di fatto. La revisione delle sentenze di condanna e dei decreti penali di condanna è ammessa in ogni caso, anche se la pena è già stata eseguita o è estinta. Ricorso straordinario per errore di fatto ha per oggetto provvedimenti della Corte di Cassazione ormai irrevocabili, sottoposto a un termine perentorio per la sua proposizione.

  • ALTRE IMPUGNAZIONI ORDINARIE: opposizione al decreto penale di condanna, opposizione al decreto del pubblico ministero che dispone la restituzione delle cose sequestrate o respinge la relativa richiesta, ricorso per Cassazione avverso la sentenza della corte d’appello in materia di estradizione o in materia di riconoscimento di una sentenza penale straniera, o in materia di esecuzione all’estero di una sentenza penale italiana.

  • ALTRA IMPUGNAZIONE STRAORDINARIA: richiesta di revoca della sentenza di non luogo a procedere una volta che non sia più soggetta a impugnazione.

  • MEZZI DI IMPUGNAZIONE ORDINARIA: possibilità di proporre immediatamente ricorso per Cassazione avverso una sentenza di primo grado appellabile.

  • IMPUGNAZIONE DELLE ORDINANZE RELATIVE ALLE MISURE CAUTELARI PERSONALI E AI PROVVEDIMENTI RELATIVI AL SEQUESTRO A FINI CAUTELARI O PROBATORI: appello, ricorso per Cassazione, richiesta di riesame (quest’ultimo ha come alternativa il ricorso immediato per Cassazione).

  • AZIONE DI ANNULLAMENTO (QUERELA NULLITATIS) : rescissione totale o parziale della sentenza impugnata con relativo vincolo del giudice rispetto ai motivi dedotti.

  • GRAVAME: finalizzato a devolvere al giudice ad quem l’intera causa affinché giudichi ex novo con la medesima ampiezza di poteri che caratterizzava il giudice a quo.

  • REVISIONE: revoca della sentenza o del decreto penale di condanna già divenuti irrevocabili e la pronuncia di una sentenza di proscioglimento, ricorribile per Cassazione.

  • OPPOSIZIONE A DECRETO PENALE: condannato chiede giudizio immediato e non formula richiesta alcuna.

  • PRINCIPIO DI TASSATIVITA’DELLE IMPUGNAZIONI: la legge stabilisce i casi nei quali i provvedimenti del giudice sono soggetti ad impugnazione e determina il mezzo con cui possono essere impugnati.

  • RICORSO PER CASSAZIONE AVVERSO UN PROVVEDIMENTO ABNORME: termine per proporlo decorre dal momento in cui ne abbia avuto effettiva conoscenza il ricorrente(indicato da lui stesso, in difetto di prova contraria).

  • SENTENZA:impugnazione può essere totale o parziale(uno o più capi di essa). Se si vogliono impugnare solo le misure di sicurezza, lo si fa davanti al tribunale di sorveglianza.

  • IMPUGNAZIONE PER I SOLI INTERESSI CIVILI: l’impugnazione dei soli capi extrapenali non sospende l’esecuzione delle disposizioni penali del provvedimento impugnato. Essa è proposta ma anche trattata e decisa con le forme ordinarie del processo penale.

  • IMPUGNAZIONE DELLE ORDINANZE EMESSE NEL CORSO DEGLI ATTI PRELIMINARI AL DIBATTIMENTO O NEL DIBATTIMENTO: regola generale=può essere proposta a pena di inammissibilità soltanto con l’impugnazione contro la sentenza, quando non è diversamente stabilito dalla legge. L’impugnazione è ammissibile anche se la sentenza è impugnata solo per connessione con l’ordinanza(connessione:ordinanza ha influito sulla sentenza oppure ordinanza emessa nel corso del procedimento conclusosi con la sentenza). Eccezioni =1)hp espressamente stabilite dalla legge; 2)ordinanze in materia di libertà personale(ammessa impugnazione immediata).

  • DIRITTO D’IMPUGNAZIONE: spetta solo a colui al quale la legge espressamente lo conferisce, fermo restando che, se la legge non distingue fra diverse parti, tale diritto spetta a ciascuna di esse.

  • CONCORSO DI MEZZI D’IMPUGNAZIONE ORDINARI: si verifica quando ci sono più imputati o più imputazioni contestate al medesimo imputato. Se c’è concorso avverso la medesima sentenza, c’è la conversione del ricorso in appello. Limite: sussistenza di connessione. Si applica anche nell’ipotesi in cui ci sia concorso fra appello e ricorso per saltum. Nel caso in cui invece le parti che hanno proposto appello dichiarano di rinunciarvi entro quindici giorni dalla notificazione del ricorso, è l’appello a convertirsi e le partiranno quindici giorni dalla dichiarazione per presentare nuovi motivi. Limite: 1)mancata assunzione di una prova decisiva quando la parte ne ha fatto richiesta; 2)mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione quando il vizio risulta dal testo impugnato o da altri atti del processo indicati nei motivi di gravame.

  • IMPUGNAZIONE DEL PROCURATORE: non è vincolato alle conclusioni presentate a suo tempo dal rappresentante dell’ufficio. Inoltre è possibile la concorrenza di impugnazioni proposte dal procuratore della Repubblica presso il tribunale e dal procuratore generale presso la corte d’appello. Può proporre impugnazione anche colui che ha proposto le conclusioni non solo quando non siano state accolte ma anche quando lo siano state, in seguito a una diversa valutazione della vicenda. Egli può, se ne fa richiesta, partecipare al grado successivo di giudizio, se il procuratore generale presso la corte d’appello lo ritenga opportuno. Al pubblico ministero può essere presentata richiesta motivata di proporre impugnazione dalla parte civile, dalla parte offesa, dagli enti ed associazioni intervenuti; se non propone impugnazione, notifica decreto motivato al richiedente chiarendo le ragioni della propria decisione negativa.

  • IMPUGNAZIONE DELL’IMPUTATO: può proporla personalmente o per mezzo di un procuratore speciale. Se l’imputato è soggetto a tutela o è incapace di intendere e di volere possono proporre impugnazione il tutore o il curatore speciale. Per il minorenne può proporla anche il genitore. Può proporre impugnazione il difensore(anche in ipotesi di contumacia). L’imputato può togliere effetto all’impugnazione proposta dal suo difensore; è necessario il consenso del tutore o del curatore speciale. L’impugnazione non concerne solo i capi penali della sentenza ma anche gli interessi civili ed è proposta con il mezzo previsto per le disposizioni penali della sentenza.

  • IMPUGNAZIONE DEL RESPONSABILE CIVILE: può proporre impugnazione con il mezzo che la legge attribuisce all’imputato contro le disposizioni sulla responsabilità e la condanna, sua e dell’imputato, alle restituzioni, al risarcimento e alla rifusione delle spese.

  • IMPUGNAZIONE DELLA PERSONA CIVILMENTE OBBLIGATA: può proporre impugnazione, col mezzo che la legge attribuisce all’imputato, contro le disposizioni della sentenza riguardanti la responsabilità di quest’ultimo e la condanna al pagamento. Può proporre impugnazione contro le disposizioni della sentenza di assoluzione relative al risarcimento del danno e per la rifusione delle spese.

  • IMPUGNAZIONE DELLA PARTE CIVILE: può proporre impugnazione contro disposizioni della sentenza di condanna che riguardano l’azione civile e contro le sentenze di proscioglimento, ai soli effetti della responsabilità civile. Può inoltre proporla se ha consentito all’abbreviazione del rito. La sentenza di proscioglimento dev’essere pronunciata nel giudizio o con il rito abbreviato e l’impugnazione serve per poter esercitare senza vincoli l’azione in sede civile, non essendo consentito al giudice penale di decidere anche sulla pretesa risarcitoria. La parte civile ha diritto a entrambi i mezzi ordinari di impugnazione. Può impugnare la sentenza di assoluzione nella parte della condanna alla rifusione delle spese e ,se vi è colpa grave, anche al risarcimento dei danni per imputato e responsabile civile. Ricorso per cassazione per le spese anticipate dallo stato.

  • IMPUGNAZIONE DEL QUERELANTE: ha lo stesso diritto di impugnare riconosciuto alla parte civile.

  • INTERESSE AD IMPUGNARE: concreto. Sezioni unite negano l’interesse ad impugnare la sola parte motiva della sentenza senza ricadute sul dispositivo. Sia il pubblico ministero che l’imputato sono disancorati dalla soccombenza di tipo civilistico(contenuto delle richieste e decisione), ma per l’imputato si deve tendere a una decisione più vantaggiosa. Per il responsabile civile non sussiste interesse con riferimento al titolo del reato o all’ammontare della pena, ma per negare la responsabilità dell’imputato. Per il civilmente obbligato c’è interesse ad ottenere una riduzione della pena pecuniaria. La parte civile ha interesse ad impugnare i capi della sentenza di condanna che le neghino il risarcimento o glielo accordino in misura inferiore. Ha interesse ad impugnare la sentenza con effetti preclusivi in sede extrapenale.

  • CAPI DELLA SENTENZA: decisioni autonome.

  • PUNTI DELLA SENTENZA: inerenti alla singola decisione.

  • UNICITA’ DELL’ATTO D’ IMPUGNAZIONE: non è consentita una dichiarazione d’impugnazione separata dai motivi. Non è esclusa la possibilità di presentare MOTIVI NUOVI.

  • FORMA E MODALITA’DI PRESENTAZIONE DELL’IMPUGNAZIONE: osservanza delle disposizioni a pena di inammissibilità. È irrilevante il nomen del mezzo. Unico limite: non impugnabilità del provvedimento. L’atto di impugnazione è presentato personalmente(o a mezzo di incaricato) nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. Pubblico ufficiale appone indicazione del giorno e della persona che lo presenta, lo sottoscrive, lo unisce agli atti del procedimento e rilascia, se richiesto, attestazione della ricezione. Parti private e difensore possono presentare l’atto nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trovano (se diverso) o davanti ad un agente consolare all’estero; inoltre possono trasmetterlo per mezzo di raccomandata o con telegramma(vale data di spedizione). Inammissibile mediante telefax. La cancelleria comunica al pubblico ministero e notifica alle parti private(l’inadempimento comporta la regressione del procedimento e impedisce il decorrere del termine per appello in via incidentale e del ricorso per saltum). Può accadere che la decorrenza del termine per impugnare sia diversa per l’imputato e per il difensore: opera il termine che scade per ultimo. Fino a 15 giorni prima dell’udienza possono essere presentati i nuovi motivi.

  • MOTIVI NUOVI: soltanto se collegati a un capo già impugnato, ma concernenti sia i punti già oggetto di impugnativa che quelli diversi. Se l’atto di impugnazione è inammissibile, l’inammissibilità si estende anche ad essi.

  • INAMMISSIBILITA’ DELL’IMPUGNAZIONE: quando è proposta da soggetto non legittimato o che non vi ha interesse, quando il provvedimento non è impugnabile, quando non sono state rispettate le disposizioni relative alla forma, alla presentazione, alla spedizione, ai termini, quando vi è rinuncia alla stessa. È dichiarata dal giudice dell’impugnazione con ordinanza, che dispone l’esecuzione del provvedimento impugnato. Ordinanza è ricorribile per cassazione e notificata all’impugnante e al difensore, se l’impugnazione era stata proposta dall’imputato. L’inammisibilità può essere dichiarata in ogni stato e grado del procedimento fino all’annullamento con rinvio da parte della corte di cassazione. La cassazione annulla senza rinvio la sentenza impugnata in secondo grado in materia dove non è ammesso l’appello e qualifica l’impugnazione come ricorso(salvo i motivi non valgano come motivo di ricorso). Le cause d’inammissibilità dell’impugnazione(a parte la rinuncia) operano fin dal momento nel quale l’atto di impugnazione invalido è stato proposto. Inoltre tutte le cause, salvo la rinuncia, sono tali da impedire la declaratoria delle cause di non punibilità(129). Inammissibilità del ricorso per cassazione preclude la possibilità di far valere o di rilevare d’ufficio l’estinzione del reato per prescrizione maturata in data anteriore alla pronuncia della sentenza di appello, ma non dedotta né rilevata.

  • RINUNCIA: atto negoziale con cui la parte che ha proposto l’impugnazione dichiara di non volersene più avvalere. Presuppone che la rinuncia sia stata proposta e sia ammissibile. L’appello incidentale perde efficacia in caso di rinuncia a quello principale. Non è revocabile salvo non sia ancora scaduto il termine per impugnare. Il pm presso il giudice che ha emesso l’atto può rinunciare fino all’apertura del dibattimento; il pm presso il giudice dell’impugnazione prima dell’inizio della discussione. Per impugnazione decisa in camera di consiglio, il pm che l’ha proposta può rinunciare prima dell’udienza, dopo il pm presso il giudice dell’impugnazione. Privati possono rinunciare personalmente o tramite procuratore speciale. È prevista una rinuncia parziale su richiesta concorde delle parti, rispetto ad alcuni capi o punti investiti dai motivi. La dichiarazione di rinuncia è presentata nelle forme, nei modi, e agli organi competenti a ricevere l’impugnazione oppure prima dell’inizio della discussione oralmente, ma verbalizzata. Il termine finale è l’inizio della discussione.

  • ESTENSIONE DELL’IMPUGNAZIONE: impugnazione proposta da una parte privata giova anche ad un’altra parte. Riguarda solo processi plurisoggettivi. L’impugnazione proposta dall’imputato giova anche al responsabile civile e alla persona civilmente obbligata. Se invece sono loro ad impugnare,l’impugnazione giova all’imputato anche agli effetti penali. Nel caso di impugnazioni delle sentenze relative a responsabilità amministrativa dell’ente quella proposta dall’imputato e dall’ente giova rispettivamente all’ente e all’imputato(salvo motivi personali). Comporta diritto del non impugnante di partecipare al giudizio. 1) Nel caso di concorso di più persone in uno stesso reato l’impugnazione proposta da uno degli imputati(salvo motivi personali: in tali casi il non impugnante può giovarsi di un proscioglimento fondato su presupposti comuni o di una declaratoria di nullità assoluta che investa in toto la decisione)giova anche agli altri. Se vi è appello incidentale del pm ha effetto nei confronti dell’imputato non appellante che ha partecipato all’appello. Il non impugnante può impugnare la sentenza di secondo grado. 2) Riunione di procedimenti per reati diversi: impugnazione di uno giova a tutti solo se i motivi riguardano violazioni della legge processuale e non sono personali.

  • ESTENSIONE DELLA DICHIARAZIONI: non appellante può proporre motivi nuovi propri fino a 15 giorni prima dell’udienza.

  • SOSPENSIONE DELL’ESECUZIONE DEL PROVVEDIMENTO: sospesa fino all’esito del giudizio d’impugnazione. Esistono però diverse eccezioni. Le impugnazioni contro i provvedimenti in materia di libertà personale non hanno in alcun caso effetto sospensivo. Per il non impugnante la sentenza è diventata irrevocabile e quindi rimane ferma l’esecutorietà. Nel caso in cui venisse accolto il motivo dell’impugnante questo opererebbe come rimedio straordinario capace di revocare il giudicato verso il non impugnante.

  • CONDANNA ALLE SPESE: parte privata che ha proposto impugnazione è condannata alle spese in caso di rigetto o di declaratoria d’inammissibilità. In solido con l’imputato sono condannati coimputati che hanno partecipato al giudizio con effetto estensivo. Se condannato nel giudizio di impugnazione è condannato alle spese dei giudizi precedenti se in essi era stato prosciolto.

  • APPELLO: mezzo dì impugnazione ordinario mediante il quale le parti che vi abbiano interesse e ritengano viziata, per motivi di fatto o di diritto, la decisione del giudice di primo grado, chiedono, con riferimento a uno o più capi e punti del provvedimento, una decisione del giudice di secondo grado. L’appello attribuisce alla cognizione del giudice solo i punti a cui si riferiscono i motivi proposti. Prevalente funzione di controllo della decisione impugnata.

  • APPELLABILITA’OGGETTIVA: l’imputato e il pm non possono proporre appello contro le sentenze di proscioglimento; possono appellare contro di esse solo se la nuova prova è decisiva ed è sopravvenuta o scoperta dopo il giudizio di primo grado. Per le sentenze di proscioglimento pronunciate con giudizio abbreviato c’è inappellabilità per pm e per l’imputato. Inappellabilità delle sentenze di proscioglimento con formula piena da parte dell’imputato. Inappellabilità della sentenza di non luogo a procedere.Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell’ammenda. Il pm non può proporre appello contro le sentenze di condanna salvo che si tratti di sentenza che modifica il titolo del reato. Inappellabilità della sentenza di applicazione della pena su accordo delle parti, salvo l’appello del pm in caso di dissenso.

Per quanto riguarda le misure di sicurezza, in caso di sentenza di proscioglimento, è richiesto il contestuale appello di un capo penale. Per l’impugnazione contro le sole misure di sicurezza c’è l’appello al tribunale di sorveglianza.

  • APPELLABILITA’SOGGETTIVA: pm, imputato, civilmente obbligato, responsabile civile,parte civile e querelante condannati alle spese e ai danni. Per le sentenze del giudice di pace sono legittimati ad appellare il pm(sia procuratore che procuratore generale) e l’imputato.

  • APPELLO INCIDENTALE: proponibile dalla parte che non ha proposto impugnazione entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione e della notificazione. Perde efficacia in caso di inammissibilità o rinuncia all’appello principale. Se proposto dal pm produce gli stessi effetti dell’appello principale. Se proposto dall’imputato non ha effetti verso il pm e ha scarsa utilità per l’imputato stesso. È proposto, presentato e notificato in base alla normativa generale sulle impugnazioni. Il potere di proporre l’appello incidentale non spetta a chi è privo del potere di proporre l’appello principale. Sull’oggetto dell’appello incidentale ci sono opinioni discordanti; l’opinione principale indica i capi della decisione investiti dall’appello principale, ma è possibile estendersi a punti diversi di tali capi.

  • PRINCIPIO DEL TANTUM DEVOLUTUM QUANTUM APPELLATUM: giudice ha la cognizione del procedimento limitatamente ai punti della decisione a cui si riferiscono i motivi proposti. Ogni punto può ricomprendere molteplici questioni e il giudice decide ciascuna di esse. PUNTO DELLA DECISIONE: ogni statuizione della sentenza che può essere considerata in modo autonomo. CRITERIO DELLA CONNESSIONE ESSENZIALE: il giudice d’appello ha il potere dovere di decidere in ordine ai punti della sentenza che, pur non impugnati, siano legati a quelli impugnati da un rapporto di pregiudizialità, interdipendenza, connessione essenziale. ECCEZIONI AL PRINCIPIO: 1)questioni devolute al giudice d’appello perché rilevabili ex officio(es. difetto di giurisdizione); 2)possono essere applicate anche d’ufficio la sospensione condizionale della pena, la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, attenuanti, e giudizio di comparazione(esclusione di una o più aggravanti e ricalcolo della pena). No obbligo di motivare sul punto né censurabile in sede di legittimità.

  • POTERI DI DECISIONE DEL GIUDICE: se è il pubblico ministero ad appellare il potere del giudice non incontra limiti. In caso di riforma può condannare o prosciogliere indipendentemente dalla sentenza impugnata. In caso di conferma il giudice può applicare, modificare, escludere le pene accessorie o le misure di sicurezza. Se è l’imputato ad appellare c’è divieto di reformatio in peius. Il divieto riguarda solo le statuizioni penali, va riferito solo al dispositivo e non alla motivazione della sentenza; le disposizioni civili possono essere rivalutate dal giudice; per le pene accessorie non opera il divieto in caso di pene predeterminate dalla legge in ogni loro elemento. Il giudice ha comunque facoltà di dare al fatto una definizione giuridica più grave nei limiti dell’effetto devolutivo e purchè non venga superata la competenza del giudice di primo grado(altrimenti dovrebbe annullare la sentenza di primo grado per incompetenza per materia). Se è accolto l’appello dell’imputato per circostanze o reati concorrenti la pena è complessivamente diminuita.

  • GIUDIZIO D’APPELLO IN CAMERA DI CONSIGLIO: appello contro sentenze emesse in esito al giudizio abbreviato. Inoltre riguarda ipotesi in cui l’appello ha per oggetto solo la specie o la misura della pena, anche con riferimento al giudizio di comparazione fra circostanze, l’applicabilità della circostanze attenuanti generiche, sanzioni sostitutive, sospensione condizionale della pena, o nella non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale. È previsto decreto di citazione con la menzione del rito medesimo. Termine per comparire è fissato in via d’eccezione in 20 giorni , altrimenti in 10 giorni. L’udienza è rinviata in ogni caso se sussiste un legittimo impedimento dell’imputato che ha manifestato la volontà di comparire. In caso di rinnovazione dell’istruzione dibattimentale il giudice assume le prove con la necessaria partecipazione del pm e dei difensori. Altrimenti il legittimo impedimento del difensore a comparire non costituisce motivo di rinvio dell’udienza camerale. Il provvedimento conclusivo è una sentenza. Concordato sui motivi: ampliamento a qualunque motivo d’appello anche se riguardante la responsabilità dell’imputato. La rinuncia ai motivi d’appello in funzione dell’accordo sulla pena, una volta ratificata dal giudice d’appello, consolida gli effetti della preclusione processuale sulle questioni rinunciate, producendo così un effetto irreversibile sulla cognizione del giudice di legittimità.

  • PROVVEDIMENTI IN CAMERA DI CONSIGLIO IN ORDINE ALL’ESECUZIONE DELLE CONDANNE CIVILI: se giudice di primo grado ha omesso di provvedere sulla richiesta di provvisoria esecuzione( per giustificati motivi) della condanna alle restituzioni e al risarcimento del danno o l’ha rigettata, la parte civile può riproporla al giudice d’appello che, a richiesta di parte, provvede con ordinanza in camera di consiglio; se invece il giudice di primo grado ha dichiarato provvisoriamente esecutiva la condanna. L’imputato e il responsabile civile possono chiedere la revoca e la sospensione della provvisoria esecuzione. Inoltre possono chiedere che sia sospesa l’esecuzione della condanna al pagamento della provvisionale quando ricorrono gravi motivi.

  • ATTI PRELIMINARI AL GIUDIZIO D’APPELLO: presidente ordina la citazione dell’imputato appellante e quella dell’imputato non appellante se vi è appello del pubblico ministero o se ci sono le condizioni per l’estensione dell’impugnazione o se l’appello è proposto per i soli interessi civili. In ogni caso c’è citazione delle parti eventuali. La parte civile è citata anche quando ha appellato il solo imputato contro una sentenza di proscioglimento perché ha interesse a una formula non preclusiva dell’azione in sede civile. Se si procede in camera di consiglio c’è la menzione nel decreto di citazione, notificato insieme all’avviso ai difensori almeno venti giorni prima della data fissata per il giudizio d’appello.

  • DIBATTIMENTO D’APPELLO: si osservano le disposizioni relative al giudizio di primo grado, salvo le disposizioni espressamente previste per tale grado. Inizia con la relazione della causa effettuata dal presidente o da un consigliere da lui delegato. Il concordato dibattimentale sui motivi d’appello è ammissibile anche se proposto per la prima volta nel dibattimento. Il giudice se l’accoglie, provvede immediatamente. La richiesta e la rinuncia non hanno effetto se giudice decide in modo differente. Altrimenti dispone la prosecuzione del dibattimento, nel quale può essere data lettura, anche d’ufficio di atti del giudizio di primo grado e alcuni atti delle fasi precedenti(già inseriti nel fascicolo per il dibattimento oppure del fascicolo del pm e acquisiti mediante lettura).

  • RINNOVAZIONE DELL’ISTRUZIONE DIBATTIMENTALE: attivabile a richiesta di parte o d’ufficio. Quando una parte ha chiesto la riassunzione di prove già acquisite nel dibattimento di primo grado(per evidenziare la portata di un contenuto probatorio) o l’assunzione di nuove prove, se il giudice ritiene di non poter decidere allo stato degli atti, dispone la rinnovazione. Per la giurisprudenza le nuove prove sono quelle non acquisite nel dibattimento di primo grado. Il potere di disporre la rinnovazione non è sindacabile, salvo che sotto il profilo della motivazione del rigetto.

  • Se le prove sono sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado, il giudice dispone la rinnovazione(obbligatoria) dell’istruzione dibattimentale nei limiti previsti per il giudizio di primo grado. La rinnovazione ex officio se il giudice la ritiene necessaria. Rinnovazione obbligatoria anche nel caso che l’imputato, contumace in primo grado, ne fa richiesta e prova di non essere potuto comparire per caso fortuito o forza maggiore o per non avere avuto conoscenza del decreto di citazione, sempre che non sia dovuto a sua colpa o non si sia sottratto volontariamente alla conoscenza degli atti del procedimento e la notifica sia stata fatta al difensore. Nel caso di giudizio abbreviato si deve distinguere a seconda che la sua richiesta sia stata semplice(ha rinunciato al diritto alla prova in primo grado e la sua scelta si prolunga nel processo d’appello) o complessa(conserva il diritto alla riassunzione anche in secondo grado). Inoltre c’è potere di rinnovazione ex officio del giudice.

    La decisione sulla rinnovazione è assunta nel contraddittorio delle parti con ordinanza. Si procede immediatamente. In caso di impossibilità il dibattimento è sospeso per non più di 10 giorni. Il provvedimento che dispone la rinnovazione è revocabile.

  • SENTENZE CONCLUSIVE DEL GIUDIZIO D’APPELLO: sentenza d’inammissibilità, conferma, riforma, annullamento(trasmissione atti al giudice di primo grado e informativa al pm. Inammissibile: quando accerta una causa di inammissibilità, non rilevata o insorta dopo l’apertura del dibattimento. Conferma: ritiene non fondati i motivi d’appello e mantiene ferma la decisione del giudice di primo grado. Riforma: accoglie uno o tutti i motivi proposti, modifica in tutto o in parte la decisione di primo grado; in caso di sopravvenuta amnistia o prescrizione, nell’ipotesi di riforma il giudice d’appello dichiara estinto il reato e decide solo sull’impugnazione ai soli effetti civili.

  • NULLITA’ DELLA SENTENZA PER DIFETTO DI CONTESTAZIONE: 1)nullità della sentenza che abbia condannato per un fatto diverso da quello contestato: dichiara la nullità in toto della sentenza e dispone la trasmissione degli atti al giudice di primo grado; idem se è stata applicata una circostanza aggravante non contestata per la quale è prevista una pena di specie diversa o una circostanza aggravante ad effetto speciale, salvo vengano ritenute prevalenti o equivalenti circostanze attenuanti. Per circostanze aggravanti diverse, il giudice d’appello esclude le aggravanti non contestate ed effettua un nuovo giudizio di comparazione e ridetermina la pena. 2) Difetto riguarda un reato concorrente(persona imputata di più reati commessi con una sola azione/omissione o con più azioni od omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso) o un fatto nuovo: giudice d’appello dichiara nullo il relativo capo della sentenza ed elimina la pena relativa e dà notizia al pm.

  • NULLITÀ RILEVATA DAL GIUDICE D’APPELLO: se accerta una nullità assoluta o una nullità di tipo intermedio non sanata dalle quali deriva la nullità del provvedimento che dispone il giudizio o della sentenza di primo grado, il giudice d’appello dichiara con sentenza la nullità e rinvia gli atti al giudice che procedeva quando si è verificata(regressione del processo). Se invece rileva altre nullità può ordinare la rinnovazione degli atti nulli oppure dichiara la nullità e decide nel merito(sentenza di conferma o riforma): nullità che afferiscono gli atti probatori.

  • RICORSO PER CASSAZIONE: mezzo d’impugnazione ordinario con il quale le parti che hanno interesse chiedono alla corte di cassazione l’annullamento per motivi di diritto della decisione pronunciata, inappellabilmente e o in grado d’appello, da un giudice di merito. In alcuni casi pur avendo diritto d’appellare, la parte può proporre ricorso in cassazione.

  • MOTIVI DI DIRITTO: errori commessi dal giudice di merito nell’applicazione delle norme di diritto sostanziale(errores in iuducando) o nell’applicazione delle norme di diritto processuale(errores in procedendo).

  • RICORRIBILITA’ OGGETTIVA: ricorso per cassazione può essere proposto contro le sentenze pronunciate in grado d’appello o inappellabili. Ricorso immediato per cassazione o ricorso per saltum: la parte legittimata ad appellare può proporre direttamente ricorso per cassazione. Casi particolari: ricorso contro le decisioni emesse in sede di riesame delle ordinanze che dispongono una misura coercitiva.

  • RICORRIBILITA’SOGGETTIVA: imputato, pm, responsabile civile e persona civilmente obbligata, parte civile, querelante. Per sentenze di non luogo a procedere:1)offeso:ricorso per casi di nullità dell’art. 419 c.7; 2)offeso-parte civile: ricorso dell’art.606. Sentenze giudice di pace: ricorso del pm e dell’imputato, parte offesa querelante. Imputato: ricorso contro le sentenze di condanna e proscioglimento(appellabili e inappellabili), contro la sentenza inappellabile di non luogo a procedere(salvo fatto non sussiste o imputato non lo ha commesso). No ricorso contro le sentenze inappellabili di proscioglimento in sede di giudizio abbreviato primo grado ed appello(con le formule il fatto non sussiste e l’imputato non lo ha commesso). Può ricorrere contro le sole disposizioni che riguardano le spese processuali. Pm: il procuratore generale presso la corte d’appello può ricorrere contro ogni sentenza di condanna o di proscioglimento pronunciata in appello o inappellabile. Il procuratore della repubblica presso il tribunale può ricorrere contro ogni sentenza inappellabile pronunciata dalla corte d’assise, dal tribunale, dal giudice nella fase preliminare. Entrambi possono ricorrere direttamente per cassazione contro sentenze di primo grado appellabili. Entrambi contro le sentenze inappellabili di non luogo a procedere. Indipendentemente da chi propone ricorso, davanti alla corte di cassazione può svolgere funzioni di pm solo il procuratore generale presso la corte stessa.

  • MOTIVI DI RICORSO: 1) esercizio da parte del giudice di una potestà riservata ad organi legislativi o amministrativi o non consentita ai pubblici poteri(eccesso o straripamento di potere); 2)inosservanza od erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche da considerare nell’applicazione della legge penale; 3) inosservanza delle norme processuali penali stabilite a pena di nullità, inutilizzabilità, inammissibilità, decadenza(quindi non si può ricorrere per irregolarità); 4) mancata assunzione di una prova decisiva quando una parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell’istruzione dibattimentale. Tale motivo impone alla corte di riferirsi all’imputazione, confrontando la ricostruzione del fatto con il tema di prova per la cui mancata assunzione si ricorre per valutare se la prova fosse o no decisiva; 5) mancanza, contraddittorietà, manifesta illogicità della motivazione quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi di gravame. Motivazione mancante: effettiva omissione, non solo totale mancanza della parte espositiva della decisione, ma anche nella mancanza di singoli elementi esplicativi. Manifestamente illogica: cassazione deve stabilire se i giudici di merito hanno esaminato tutti gli elementi a loro disposizione, li abbiano correttamente interpretati e abbiano esattamente applicato le regole della logica nelle argomentazioni. Illogicità dev’essere evidente. Contraddittorietà: contrasto tra discorso giustificativo nella motivazione e risultanze probatorie.

    I motivi indicati al 4 e al 5 non valgono come motivo di ricorso immediato e l’eventuale ricorso si converte in appello(perché cassazione dovrebbe annullare con rinvio).

    • COGNIZIONE DELLA CORTE: limitata ai motivi proposti. Decide inoltre le questioni rilevabili d’ufficio in ogni stato e grado del processo e quelle che non sarebbe stato possibile dedurre nei gradi d’appello(vizi verificatisi nel giudizio d’appello e le situazioni nuove.

    • RICORSO INAMMISSIBILE: se proposto per motivi diversi da quelli previsti dalla legge o manifestamente infondati o per violazioni di legge non dedotte con i motivi d’appello.

    • MODALITA’ DI PRESENTAZIONE: atto di ricorso, memorie e motivi nuovi devono essere sottoscritti, a pena d’inammissibilità, da difensori iscritti nella’albo della corte di cassazione( salvo che la parte vi provveda personalmente, anche se può presentarla solo l’imputato). Se ricorso proposto dall’imputato è trasmesso a mezzo posta il difensore (iscritto all’albo speciale)autentica la sottoscrizione. Le parti sono rappresentate dai difensori e il domicilio delle parti è presso di essi, ma gli avvisi inviati a questi ultimi devono essere notificati all’imputato che non sia assistito da difensore di fiducia.

  • SEZIONE FILTRO: settima sezione penale della corte di cassazione al cui interno la rotazione è assicurata mediante l’assegnazione biennale dei consiglieri, addetti solo a tempo parziale, rimanendo assegnati alle sezioni di provenienza. Esamina l’inammissibilità dei ricorsi
  • ATTI PRELIMINARI AL GIUDIZIO: Il presidente della corte, nello spoglio preliminare, se rileva una causa d’inammissibilità, li assegna alla sezione filtro. Il presidente della sezione fissa l’udienza. La cancelleria lo comunica al procuratore generale e ai difensori almeno 30 giorni prima. Nell’avviso è indicata la causa di inammissibilità. Si procede in camera di consiglio. Se non c’è inammissibilità, gli atti sono rimessi al presidente della corte. Il presidente della corte assegna i ricorsi alle singole sezioni sec0ondo i criteri stabiliti dalla legge di ordinamento giudiziario. Su richiesta o d’ufficio, assegna il ricorso alle sezioni unite(ricorso importante o dirimere contrasti tra le decisioni delle sezioni). Il provvedimento di assegnazione da parte della sezione filtro, in caso di rimessione, è comunicato al giudice che procede, il quale deve sospendere il processo prima del compimento dello svolgimento della discussione e delle conclusioni.
  • Il presidente della corte o il presidente della sezione fissa l’udienza pubblica o in camera di consiglio, designa relatore, dispone riunione o separazione dei giudizi. Almeno 30 giorni prima della data la cancelleria ne dà avviso alle parti. Per urgenza le parti chiedono la riduzione dei termini. Se accolta, il presidente la dispone con decreto in misura non superiore a un terzo. Le parti possono rinunciarvi.

Una singola sezione, su richiesta delle parti o d’ufficio, può rimettere la questione alle sezioni unite, se ritiene che la questione ha dato luogo o può dar luogo a un contrasto giurisprudenziale. Il presidente può restituire ricorso se già sono stati assegnati altri ricorsi sulla medesima questione oppure il contrasto è superato. Non può essere restituito se la sezione indica le ragioni che possono dare luogo a un nuovo contrasto. Il ricorso, una volta assegnato alle sezioni unite, dev’essere definito interamente.

  • SEZIONI UNITE: magistrati di tutte le sezioni penali, presiede presidente della corte o dal presidente aggiunto o da un presidente di sezione.

  • PROCEDIMENTO IN CAMERA DI CONSIGLIO: nei casi previsti dalla legge e quando deve decidere su ogni ricorso contro provvedimenti non emessi nel dibattimento, salvo per sentenze pronunciate in seguito a giudizio abbreviato. La corte giudica sui motivi, sulle richieste del procuratore generale, e sulle memorie delle altre parti, senza difensori, salvo sia diversamente stabilito. Fino a 15 giorni prima dell’udienza, le parti possono presentare motivi nuovi e memorie e, fino a 5 giorni prima, memorie di replica. A richiesta dell’imputato e del responsabile civile, la cassazione può sospendere in pendenza del ricorso l’esecuzione della condanna civile, se può derivarne grave e irreparabile danno. La decisione sulla sospensione è adottata con ordinanza in camera di consiglio.

  • DIBATTIMENTO IN UDIENZA PUBBLICA: si osservano le disposizioni concernenti la pubblicità, la polizia e la disciplina delle udienze, la direzione della discussione nei giudizi di primo e secondo grado, ma le parti possono comparire solo tramite difensori(anch’essi non necessari). Non è consentita l’istruzione dibattimentale, non è permessa l’esibizione di nuovi documenti, nella discussione non sono ammesse repliche(salvo questione dedotta per la prima volta nel corso della discussione). Il giudice procede alla verifica della costituzione delle parti e della regolarità degli avvisi. Egli o un delegato svolge la relazione della causa.

  • DISCUSSIONE: requisitoria del pm, difensori della parte civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata e dell’imputato.

  • SENTENZE DEL GIUDIZIO DI CASSAZIONE: se giudizio si è svolto in dibattimento, sentenza è deliberata in camera di consiglio, subito dopo il termine della pubblica udienza, salvo che il presidente ritenga indispensabile differire la deliberazione ad altra udienza. Per la deliberazione si osservano le disposizioni relative alla sentenza di primo grado. Dopo la deliberazione, la sentenza viene pubblicata mediante lettura del dispositivo fatta dal presidente o da un consigliere delegato, previa sottoscrizione da parte del presidente. La sentenza, sottoscritta dal presidente e dall’estensore, è depositata in cancelleria non oltre 30 giorni dalla deliberazione..

  • MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA: redatta dal presidente o da un consigliere designato. Osservanza disposizioni su sentenza di primo grado. Regole specifiche: enunciazione espressa del principio di diritto, motivi del ricorso enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione. Se disposto dal presidente, la corte si riunisce in camera di consiglio per la lettura e l’approvazione della motivazione. La corte delibera senza formalità su proposte di rettifica, integrazione, cancellazione. Testo rettificato redatto dalla corte o da un consigliere.

  • TIPOLOGIA DI SENTENZE: inammissibilità, rigetto, rettificazione, annullamento.

Inammissibilità: parte privata che l’ha proposto è condannata al pagamento delle spese del procedimento e al pagamento a favore della cassa delle ammende di una somma da 258 a 2065 euro(no condanna a favore della cassa se la questione dedotta sia oggetto di contrasto al momento della sua proposizione). Cancelleria trasmette atti e copia del dispositivo al giudice che ha emesso la decisione impugnata.

Rigetto: ricorso è infondato non essendo stato accolto alcuno dei motivi. Condanna spese per il procedimento, a volte anche pagamento somma per la cassa delle ammende. Cancelleria trasmette atti e copia del dispositivo al giudice che ha emesso la decisione impugnata.

Rettificazione: 1)errori di diritto nella motivazione ed erronee indicazioni di testi di legge. Se gli errori non hanno influito sul dispositivo, la corte non annulla la sentenza ma specifica le censure e le rettificazioni. 2)errore nella denominazione o nel computo della pena. Corte rettifica la specie e la quantità della pena. In caso di applicazione della pena su richiesta delle parti, se la correzione dell’errore comporta l’irrogazione di pena diversa da quella concordata, la corte deve annullare la sentenza. 3) legge più favorevole all’imputato, anche se sopravvenuta dopo il ricorso, se non sono necessari nuovi accertamenti di fatto. L’individuazione della legge più favorevole va operata paragonando i risultati che deriverebbero dall’applicazione delle norme alla fattispecie in esame.

Annullamento: quando accoglie uno o più motivi di ricorso o ex officio. Si distinguono in sentenze con rinvio(giudizio di merito dal giudice di rinvio) e senza rinvio(casi in cui la corte può definire il processo).

Annullamento senza rinvio: 1)se il fatto non è previsto dalla legge come reato, se il reato è estinto, se l’azione penale non doveva essere iniziata o proseguita, assoluzione piena in facto. Se sussistono una causa estintiva del reato e una nullità assoluta, prevale la prima( a meno che essa richieda accertamenti e valutazioni riservate al giudice di merito); 2)se il reato non appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario. Rilevabilità anche d’ufficio del difetto di giurisdizione e trasmissione degli atti all’autorità competente; 3)se il provvedimento contiene disposizioni che eccedono i poteri della giurisdizione: espunte disposizioni che concretano un eccesso di potere; 4)se la decisione impugnata consiste in un provvedimento non consentito dalla legge(es. provvedimenti abnormi); 5)se la sentenza è nulla in relazione ad un reato concorrente: la nullità della sentenza di condanna per un reato concorrente(mancata contestazione) colpisce la parte della sentenza relativa al reato concorrente. Del provvedimento viene data notizia al pm per le sue determinazioni; 6)se la sentenza è nulla in relazione ad un fatto nuovo: la mancata contestazione del fatto nuovo comporta la nullità della sentenza di condanna nella parte ad esso relativa. Annullamento senza rinvio e notizia al pm; 7)se la condanna è stata pronunciata per errore di persona. In caso di processo alla persona giusta, ma indicata con le generalità di un altro soggetto, la situazione può essere risolta solo con l’annullamento senza rinvio e la trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica competente affinchè proceda con esatte generalità; 8)se vi è contraddizione fra la sentenza o l’ordinanza impugnata e una anteriore della stessa persona sul medesimo oggetto, pronunciata dallo stesso o da un altro giudice penale. La cassazione ordina l’esecuzione della prima sentenza/ordinanza ma, se di condanna, ordina l’esecuzione della sentenza che ha inflitto la sentenza che ha inflitto la condanna meno grave; 9)se la sentenza impugnata ha deciso in secondo grado su materia per la quale non è ammesso l’appello. La corte di cassazione ritiene il giudizio qualificando l’impugnazione come ricorso ed annullando senza rinvio la sentenza di secondo grado; 10)in ogni altro caso in cui la corte ritiene superfluo il rinvio o può essa stessa procedere alla determinazione della pena o dare i provvedimenti necessari.

In tutti i casi di annullamento senza rinvio la cancelleria della corte di cassazione trasmette gli atti e la copia della sentenza al giudice che ha emesso la decisione impugnata. Se deve cessare una misura cautelare o una pena accessoria o una misura di sicurezza, la cancelleria comunica immediatamente il dispositivo, per l’adozione dei provvedimenti, al procuratore generale presso la corte stessa.

Annullamento con rinvio: giudice di merito si occuperà della fase rescissoria, a conclusione della quale verrà emessa una nuova pronuncia. Ipotesi d’annullamento con rinvio: 1)se è annullata un’ordinanza, la corte dispone che gli atti siano trasmessi al giudice che l’ha pronunciata, il quale si uniforma alla sentenza d’annullamento; 2)se è annullata una sentenza di condanna per nullità, la corte dispone che gli atti siano trasmessi al giudice di primo grado. Nel caso previsto dal 604 c.2, la cassazione annulla senza rinvio e procede alla determinazione della pena. 3)se è annullata la sentenza di una corte d’assise d’appello o di una corte d’appello ovvero di una corte d’assise o di un tribunale in composizione collegiale, il giudizio è rinviato rispettivamente ad un’altra sezione della stessa corte o dello stesso tribunale, o in mancanza, alla corte o al tribunale più vicini; 4)se è annullata la sentenza pronunciata da un tribunale monocratico o da un giudice nella fase preliminare, la corte dispone che gli atti siano trasmessi al medesimo tribunale ma il giudice deve essere diverso. La violazione della regola può essere fatta valere come motivo di ricusazione del giudice incompatibile. Ipotesi particolare: nel ricorso per saltum gli atti sono trasmessi al giudice competente per l’appello.

in tutti i casi di annullamento con rinvio la cancelleria della corte trasmette gli atti del processo con la copia della sentenza al giudice che deve procedere al nuovo giudizio.

Annullamento della sentenza d’appello e cessazione delle misure cautelari: la corte di cassazione, in caso di annullamento della sentenza d’appello, dispone la cessazione delle misure cautelari. Le misure cautelari sono sempre disposte in caso di condanna di appello. L’annullamento della sentenza d’appello tanto con rinvio che senza rinvio, giustificherebbe la cessazione delle misure cautelari ogni volta che l’annullamento travolge l’affermazione di responsabilità.

  • RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE MATERIALE O DI FATTO: richiesta, a favore del condannato, per la correzione dell’errore materiale o di fatto, contenuto nei provvedimenti pronunciati dalla corte. La richiesta è presentata dal procuratore generale o dal condannato con ricorso alla cassazione entro 180 giorni dal deposito del provvedimento. La richiesta non sospende gli effetti. In caso di gravità la corte li sospende con ordinanza. L’errore materiale può esser rilevato in ogni momento d’ufficio. La corte può dichiarare l’inammissibilità con ordinanza o procedere in camera di consiglio e, se accoglie la richiesta, adotta i provvedimenti necessari per correggere l’errore. Anche questo ricorso dev’essere sottoposto all’esame preliminare di ammissibilità da parte della sezione filtro.

La corte, se accoglie la richiesta, adotta i provvedimenti necessari per correggere l’errore.

Errore materiale: non determina nullità ed è eliminabile senza una modifica essenziale del provvedimento. Relativamente ad esso la richiesta manifestamente infondata o proposta fuori dei casi consentiti, dichiarata subito inammissibile.

Errore di fatto: errore percettivo causato da una svista o da un equivoco, nel quale la corte è incorsa nella lettura degli atti del giudizio di legittimità e che ha influenzato inesattamente il processo formativo della volontà. Esso deve essere decisivo e di oggettiva e immediata rilevabilità. Non rientra in questa ipotesi l’errore di giudizio perché contiene un contenuto valutativo, né l’errore di interpretazione di norme, né l’errore di fatto del giudice di merito. Il ricorso per errore di fatto proposto dopo la scadenza dei180 giorni è inammissibile. Oggetto di tale ricorso possono essere solo sentenze di condanna.

  • GIUDIZIO DI RINVIO: decide con gli stessi poteri che aveva il giudice la cui sentenza è stata annullata salve le limitazioni di legge. La sentenza di annullamento è attributiva di competenza e comporta l’irretrattabilità del foro commissorio( a meno che emergano fatti nuovi che comportino una diversa definizione giuridica da cui derivi una competenza superiore. Non possono rilevarsi nullità, anche assolute, o inammissibilità verificatesi nei precedenti giudizi o nel corso delle indagini preliminari. Divieto di reformatio in peius: 1)sentenza annullata è sentenza in grado d’appello: il giudice d’appello di rinvio è certamente vincolato dal medesimo divieto avendo gli stessi poteri del giudice che ha emesso la sentenza.2)sentenza annullata è sentenza emessa in grado d’appello da un giudice non vincolato dal divieto(appello solo del pm) oppure una sentenza inappellabile e ricorso solo dell’imputato. Anche qui si applica il divieto di reformatio in peius.

LIMITI ai poteri del giudice di rinvio che provengono dall’annullamento: 1)risoluzione delle questioni di diritto da parte della cassazione: giudice di rinvio si uniforma alla sentenza della corte; in caso di annullamento totale è utile distinguere se la sentenza sia stata annullata per vizio di motivazione o errores in procedendo da quelle in cui sia stata annullata per errores in iudicando. a)vizio di motivazione: giudice di rinvio fa riesame del materiale probatorio ma non può ripetere i vizi. b)errores in procedendo: giudice di rinvio riesamina il materiale probatorio. c)errores in iudicando: il giudice di rinvio è vincolato dalla valutazione dei fatti accertati nella sentenza annullata, ma può risolvere in modo diverso la questione di diritto. Se la questione di diritto è stata risolta dalla cassazione con preliminare verifica della questione di fatto, è preclusa ogni valutazione da parte del giudice di rinvio.

In tutti i casi la declaratoria ex officio di cause di non punibilità è applicabile sia quando è subordinata alla risoluzione di una questione di fatto sia quando la risoluzione di una questione di diritto implica indagini non esperibili dalla corte. Non opera quando la cassazione non ha operato la declaratoria pur essendo in grado di risolvere la quaestio iuris.

Il giudice di rinvio può venire meno al dictum nel caso in cui, dopo la sentenza d’annullamento, sopravvenga un provvedimento legislativo che dia un’interpretazione diversa alla legge o qualora intervenga un’abrogazione legislativa o una declaratoria d’illegittimità costituzionale. Il giudice di rinvio può anche sollevare questione di legittimità costituzionale.

2)eventualità d’annullamento parziale. Le parti che non hanno connessione essenziale con la parte annullata hannp autorità di cosa giudicata. Parti della sentenza: non solo i capi ma anche i singoli punti. Autorità di cosa giudicata: solo con riguardo al capo si può parlare di cosa giudicata, mentre con riguardo al punto c’è solo preclusione processuale(al giudice di rinvio è precluso esaminare le parti non annullate. Connessione essenziale: quando la parte annullata costituisca una premessa indispensabile rispetto ad un’altra parte o statuizione, la parte non annullata è dipendente per rapporto di causalità. La corte, se occorre, dichiara nella sentenza quali parti della sentenza diventano irrevocabili. Se omette, ripara con ordinanza pronunciata in camera di consiglio senza contraddittorio fra le parti(d’ufficio o su domanda del giudice di rinvio, del pm presso esso o della parte privata interessata). La domanda si propone senza formalità, inviata al presidente della sezione o della cassazione che l’ha emessa.

  • QUESTIONE DI DIRITTO: principio interpretativo di diritto sostanziale o processuale fissato dalla corte, sulla cui base è stato annullata con rinvio la decisione oggetto del ricorso.

  • SVOLGIMENTO DEL GIUDIZIO: il processo riprende dal grado e dalla fase in cui versava prima che intervenisse il vizio che ha dato origine all’annullamento. Ricevuti gli atti con la copia della sentenza, il giudice di rinvio procede. Egli deve citare il non ricorrente che ha facoltà di intervenire in giudizio( anche se l’estensione spetterebbe alla cassazione). L’omessa citazione dell’imputato non ricorrente determina nullità assoluta. Il non ricorrente può intervenire fino a che non ci sia stata l’accertamento della costituzione delle parti per la prima volta. Se è annullata una sentenza d’appello e le parti ne fanno richiesta il giudice dispone la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale per l’assunzione di prove rilevanti. La sentenza del giudice di rinvio può essere impugnata con ricorso per cassazione, se pronunciata in grado d’appello, con il mezzo previsto dalla legge se pronunciata in primo grado. Si distingue tra sentenza d’annullamento che abbia fissato i limiti al giudizio e la sentenza d’annullamento totale non accompagnata da direttive per il giudice di rinvio. Solo nel secondo caso la decisione di rinvio sarebbe suscettibile degli ordinari mezzi d’impugnazione. Negli altri casi sarebbe solo ricorribile. La sentenza del giudice di rinvio può essere impugnata solo per motivi non riguardanti i punti già decisi dalla cassazione o per inosservanza del dovere del giudice di rinvio di uniformarsi alla sentenza della cassazione per ciò che riguarda questioni di diritto.

  • ANNULLAMENTO DELLA SENTENZA AI SOLI EFFETTI CIVILI: due ipotesi=1) la cassazione ha annullato solo disposizioni o capi che riguardano gli effetti civili; 2)accolto il ricorso della parte civile contro la sentenza di proscioglimento. In entrambe le ipotesi la corte di cassazione rinvia al giudice civile competente per valore in grado d’appello, anche se l’annullamento ha per oggetto una sentenza inappellabile. Il rinvio è superfluo quando la corte può provvedere in via diretta perché ci sono elementi che permettono di escludere qualsiasi obbligo di risarcimento del danno a carico dell’imputato o del responsabile civile. Nella seconda il presupposto è l’accoglimento del ricorso della parte civile. La cassazione in caso di accoglimento elimina l’effetto extrapenale del proscioglimento irrevocabile.

  • REVISIONE: mezzo straordinario d’impugnazione, sempre esperibile, e sempre a favore dei condannati contro le sentenze di condanna, contro le sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti, contro i decreti penali di condanna divenuti irrevocabili, anche se la pena è stata già eseguita o è estintanei casi e nei limiti determinati dalla legge. La revisione non devolve la causa ad un giudice di competenza superiore, perché sulla relativa richiesta decide la corte d’appello individuata ai sensi dell’11. E’un mezzo d’impugnazione non sospensivo. Produce un effetto estensivo.

  • SOGGETTI LEGITTIMATI: a)condannato o un suo prossimo congiunto o la persona che ha sul condannato l’autorità tutoria. Se il condannato è morto l’erede o un congiunto. Il procuratore generale presso la corte d’appello nel cui distretto fu pronunciata la sentenza di condanna. Le persone della lettera a) possono unire la richiesta a quella del procuratore generale, proponendola personalmente o per mezzo di procuratore speciale.

  • CASI DI REVISIONE: può essere richiesta = 1)se i fatti a fondamento della sentenza o del decreto penale di condanna non si conciliano con quelli stabiliti in un’altra sentenza penale irrevocabile del giudice ordinario o di un giudice speciale.(CONFLITTO TEORICO DI GIUDICATI: decisioni le cui premesse storiche sono incompatibili dal punto di vista logico). Alla richiesta di revisione devono essere unite le copie autentiche delle sentenze o dei decreti penali di condanna; 2)se la sentenza o il decreto penale di condanna hanno ritenuto la sussistenza del reato a carico del condannato in conseguenza di una sentenza del giudice civile o amministrativo, poi revocata, che abbia deciso una questione pregiudiziale; 3)se dopo la condanna sono sopravvenute o scoperte nuove prove che, sole o con le altre, dimostrano che l’imputato deve essere prosciolto. Si nega diritto alla riparazione dell’errore a chi ha dato causa per dolo o colpa grave all’errore stesso. Possono acquisire rilievo le prove, acquisite o non acquisite, le quali, non sono state valutate. In caso di abrogazione o dichiarazione di illegittimità costituzionale, il rimedio è in fase esecutiva(giudice dell’esecuzione revoca sentenza o decreto); 4)se è dimostrato che la sentenza venne pronunciata in conseguenza di falsità di atti o in giudizio di un altro atto preveduto dalla legge come reato. Alla richiesta di revisione deve essere unita copia autentica della sentenza irrevocabile di condanna per il reato.

  • LIMITI ALLA REVISIONE: gli elementi in base ai quali è richiesta devono essere tali da dimostrare che il condannato deve essere prosciolto(sentenze di non doversi procedere per mancanza di una condizione di procedibilità, per estinzione del reato, d’assoluzione, quando sia insufficiente o contraddittoria o dubbia la prova).

  • RICHIESTA DI REVISIONE: indicazione specifica delle ragioni e delle prove cha la giustificano e deve essere presentata, con eventuali atti e documenti, nella cancelleria della corte d’appello individuata dalla legge(art. 11 = meccanismo gabellare a catena). Se dopo la condanna sopravvengono nuove proveche dimostrano che l’imputato deve essere prosciolto(ipotesi 3 dei casi di revisione) la richiesta deve avere elementi di prova da accertare in fase dibattimentale.

  • VERIFICA DI AMMISSIBILITA’DELLA RICHIESTA DI REVISIONE: corte d’appello anche d’ufficio dichiara con ordinanza l’inammissibilità della richiesta quando essa sia proposta senza l’osservanza delle disposizioni di legge o risulti manifestamente infondata. Verifica in camera di consiglio. Se inammissibile può condannare al pagamento a favore della cassa delle ammende di una somma da 258 a 2065 euro. Inammissibile anche per inosservanza disposizioni su proposizione richiesta( spedizione con telegramma o raccomandata e consegna a mezzo di incaricato) e rinuncia alla richiesta di revisione. Manifesta infondatezza: evidente inidoneità della domanda ad accedere al giudizio di revisione. Ordinanza di inammissibilità è notificata al condannato e a colui che ha proposto la richiesta. Essi possono ricorrere per cassazione. Se ricorso è accolto la cassazione rinvia il giudizio di revisione ad altra corte d’appello(art. 11).

  • GIUDIZIO DI MERITO: presidente della corte d’appello emette decreto di citazione. Si applicano regole sull’estensione della citazione. Decreto è notificato al condannato, ai coimputati, al responsabile civile, alla parte civile che avesse ottenuto il risarcimento dei danni. Inammissibilità della richiesta può essere dichiarata anche dopo l’instaurazione del giudizio con sentenza. La partecivile può far valere l’inammissibilità della richiesta e se l’eccezione è rigettata, potrà impugnare l’ordinanza di rigetto con la decisione di merito. La corte d’appello può sempre disporre la sospensione dell’esecuzione della pena o della misura di sicurezza, applicando misure coercitive(es. divieto di espatrio) con ordinanza revocabile. Le ordinanze sono ricorribili per cassazione dal pm e dall’imputato. Si applicano le disposizioni su atti preliminari e giudizio di primo grado. L’imputato che era contumace può rendere dichiarazioni spontanee se prova di non aver avutoconoscenza del procedimento a suo carico. È nominato un curatore dal presidente della corte se il condannato è deceduto dopo la richiesta di revisione.

  • SENTENZA: Rigetto = il giudice condanna la parte privata che l’ha proposta al pagamento delle spese processuali e, se sospesa, dispone l’esecuzione della pena o della misura di sicurezza. Accoglimento = giudice revoca la sentenza di condanna e proscioglie indicando la causa nel dispositivo. Restituzione delle somme pagate in esecuzione della condanna per le pene pecuniarie , per le misure di sicurezza patrimoniali, per le spese processuali, per il mantenimento in carcere, per il risarcimento dei danni alla parte civile(se citata), restituzione delle cose confiscate. Il prosciolto può chiedere affissione per estratto nel comune in cui era stata pronunciata la sentenza e in quello dell’ultima residenza, e pubblicata per estratto su un giornale. Entrambe le sentenze sono impugnabili mediante ricorso per cassazione. Legittimati sono gli stessi soggetti della richiesta di revisione e le parti presenti nel giudizio di revisione. In caso d’accoglimento il giudizio è rinviato ad un’altra sezione della cort d’appello o alla corte d’appello più vicina. L’ordinanza di inammissibilità della richiesta di revisione o la sentenza di rigetto non impediscono la proposizione di una richiesta fondata su elementi diversi. Se invece la richiesta di revisione è inammissibile per vizi di forma è ammissibile una richiesta non viziata dal lato formale.

  • RIPARAZIONE DELL’ERRORE GIUDIZIARIO: a favore di chi sia stato prosciolto in sede di revisione. La riparazione è commisurata all’eventuale espiazione della pena e all’eventuale internamento e alle conseguenze personali e familiari derivanti dalla condanna. Modalità: pagamento di una somma di denaro o costituzione di una rendita vitalizia, in base alle condizione dell’avente diritto e alla natura del danno o mediante accoglienza in un istituto a spese dello stato. Il prosciolto non deve aver dato causa all’errore per dolo o colpa grave e deve proporre domanda entro due anni dal passaggio in giudicato della sentenza di revisione, per iscritto, personalmente o con procuratore speciale, nella cancelleria della corte d’appello che l’ha prosciolto. Se condannato muore il diritto alla riparazione spetta al coniuge, ai discendenti e ascendenti, a fratelli e sorelle, agli affini entro il primo grado, alle persona con vincolo di adozione, salvo indegnità. Se la domanda è proposta solo da uno delgi aventi diritto egli deve fornire l’indicazione degli altri. Sulla domanda decide in camera di consiglio la corte d’appello che aveva pronunciato la sentenza. Domanda e avviso d’udienza sono comunicati al pm e al ministro del tesoro presso l’avvocatura dello stato e agli interessati che non hanno proposto domanda. Gli interessati possono formulare richieste almeno 5 giorni prima dell’udienza( altrimenti perdono il diritto). Lo stato deve corrispondere la riparazione e i surroga nel diritto al risarcimento dei danni contro il responsabile se la condanna è stata revocata perché emessa in conseguenza di un fatto previsto dalla legge come reato.

  • REVISIONE IN PEIUS: disposizioni sulla revisione si applicano anche a chi, per usufruire di determinati benefici previsti in leggi speciali a favore di imputato di reati di particolare gravità, abbia rilasciato dichiarazioni false o reticenti. In questo caso la revisione revoca i vantaggi. È consentita la revisione contra reum anche quando chi ha beneficiato dei vantaggi abbia commesso un delitto per il quale è obbligatorio l’arresto in flagranza, entro 10 anni dal passaggio in giudicato della sentenza.


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