Stalking e l’estinzione del reato

Reato di stalking depenalizzato?

La legge di riforma del codice penale sembra prevedere la depenalizzazione del reato di stalking se si risarcisce la vittima, ma il Pd smentisce

La riforma del codice penale prevista dalla nuova legge innesca polemiche, soprattutto per il passaggio sul reato di stalking. Secondo quello che denunciano i sindacati infatti potrebbe bastare pagare una forte multa per vedere estinto il reato e dare così un ulteriore schiaffo a chi è stato minacciato e molestato.

L’allarme è stato lanciato dalla principali sigle sindacali italiane che denunciano un paradosso: prima lo Stato invita le donne (ma anche gli uomini) a denunciare i loro stalker e poi però archivia le denunce o comunque depenalizza il reato di stalking.

Loredana Taddei (responsabile nazionale delle Politiche di Genere di Cgil), Alessandra Menelao, responsabile nazionale dei centri di ascolto della Uil e Liliana Ocmin, responsabile del coordinamento nazionale donne Cisl in un documento segnalano di aver scoperto come nella legge approvata il 14 giugno 2017 per la riforma del codice penale viene prevista l’introduzione di un nuovo articolo, il 162 ter, che prevede l’estinzione dei reati a seguito di condotte riparatorie.

Tra questi anche lo stalking: senza il consenso della vittima l’imputato potrà estinguere il reato pagando una somma, anche a rate, se il giudice la giudicherà congrua.

Secondo quando segnalano le sindacaliste quindi, indipendentemente da quello che pensa la vittima, al colpevole sarà sufficiente presentare un’offerta di risarcimento ritenuta congrua dal giudice e il reato verrà estinto. “Il reato di stalking – concludono le tre rappresentanti sindacali – non può essere depenalizzato in un paese come l’Italia dove ogni due giorni viene uccisa una donna e che ha registrato nel 2016 120 femminicidi. E dove evidentemente non c’è la volontà politica di combattere questa mattanza”.

Il dibattito però rimane aperto. Da un lato c’è l’Associazione nazionale magistrati che per bocca del suo segretario, Eugenio Albamonte, fa sapere come si potrebbe verificare una differenza improponibile tra i termini di custodia cautelare e quelli della pena perché con la nuova norma lo stalker può essere arrestato, ma basterà una sanzione pecuniaria per ottenere l’estinzione del reato.

E lo sottolinea anche Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista al Senato che giudica questo passaggio della riforma ingiustificabile perché amplifica il senso di solitudine e sfiducia nella possibilità di avere le corrette risposte da parte delle istituzioni.

Però c’è anche chi, come Vanna Iori, deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l’infanzia e l’adolescenza, parla di bufala: “L’allarme lanciato dalla Cgil sulla depenalizzazione del reato di stalking è infondato: nella riforma del codice penale non esiste una misura che va in questa direzione. La notizia che circola in queste ore sulla rete è una fake news: l’importanza del reato di stalking e la necessità che le donne denuncino sono principi imprescindibili”.


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